sabato 21 dicembre 2013
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Salendo verso il Gianicolo, una folla crescente di persone si è raccolta per salutare il passaggio di Papa Francesco. Medici, infermieri, familiari lo attendono dietro alle transenne messe all’ingresso del nosocomio donato al Vaticano quasi 90 anni fa. Fra loro anche la romana Pamela, 27 anni, che stringe fra le braccia la sua bimba di sei mesi, ricoverata per problemi intestinali fin dalla sua nascita. «Sono qui per avere una speranza in più», confida con un sorriso solo accennato, mentre sua figlia sembra incantata a guardare tutta la folla intorno a lei. «Vorrei che il Papa la benedicesse e la toccasse. Per me è un piacere vederlo e gli chiedo di invocare sulla mia bambina una mano guidata dall’altro», aggiunge Pamela, in attesa che la raggiunga il marito. Le fa eco un’altra giovane mamma, Maria, trentunenne, arrivata al Bambino Gesù poco più di una settimana fa con il marito Raffaele e la sorella Ada per il ricovero del suo primo figlio, otto mesi: «Ha problemi allo stomaco e forse sarà dimesso dopo Capodanno. Lunedì 23 deve subire un intervento chirurgico», riferisce. Maria chiede di poter porgere il suo bambino al Pontefice, quando passerà di qui: «Per noi è il regalo di Natale più bello». Credente, vede in Papa Francesco «l’impersonificazione della Chiesa: spero nella sua benedizione». Le mamme sembrano conoscersi da tempo: fra genitori la solidarietà è intensa. «Ci troviamo tutti nella stessa barca, parliamo fra noi», confida Maria. E la sorella Ada, che trascorrerà con lei, suo cognato e suo nipote il Natale, ci tiene ad aggiungere: «Papa Francesco ha una faccia buona. È una persona che ci dà speranza».
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