Conflitti. Francesco contro le guerre: «Fermatevi, per favore!»


lunedì 28 luglio 2014
​Il Papa all'Angelus ha ricordato i 100 anni della prima Guerra Mondiale, poi ha invocato di fare tacere le armi in Medio Oriente, Ucraina, Iraq. "Tutto si perde con la guerra e nulla si perde con la pace"  Il testo
Pace. Dal Papa sale forte un altro, forte e accorato appello a fare tacere le armi. All’Angelus in piazza San Pietro, Francesco ha ricorda lo scoppio della Prima guerra mondiale, di cui domani ricorre il 100° anniversario, invocando che non si ripetano gli sbagli del passato e si persegua la pace nel dialogo paziente e coraggioso. Pregando, poi, per le crisi in Medio Oriente, in Iraq e in Ucraina, implora: “fermatevi, per favore!”. Quell’ “inutile strage” – come la definì Benedetto XV – “causò milioni di vittime e immense distruzioni” dice il Papa: “Domani sarà una giornata di lutto nel ricordo di questo dramma. Mentre ricordiamo questo tragico evento, auspico che non si ripetano gli sbagli del passato, ma si tengano presenti le lezioni della storia, facendo sempre prevalere le ragioni della pace mediante un dialogo paziente e coraggioso”.
Il pensiero del Papa è andato in particolare, “a tre aree di crisi: quella mediorientale, quella irachena e quella ucraina, per chiedere preghiere: “... perché il Signore conceda alle popolazioni e alle Autorità di quelle zone la saggezza e la forza necessarie per portare avanti con determinazione il cammino della pace, affrontando ogni diatriba con la tenacia del dialogo e del negoziato e con la forza della riconciliazione". “Al centro di ogni decisione – ha aggiunto Francesco - non si pongano gli interessi particolari, ma il bene comune e il rispetto di ogni persona”: “Ricordiamo che tutto si perde con la guerra e nulla si perde con la pace. Fratelli e sorelle, mai la guerra! Mai la guerra!”. Poi un pensiero accorato ai bambini, “ai quali si toglie la speranza di una vita degna, di un futuro”: “... bambini morti, bambini feriti, bambini mutilati, bambini orfani, bambini che hanno come giocattoli residui bellici, bambini che non sanno sorridere. Fermatevi, per favore! Ve lo chiedo con tutto il cuore. E’ l’ora di fermarsi! Fermatevi, per favore!”
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