sabato 11 agosto 2018
La venerazione straordinaria decisa in occasione del grande pellegrinaggio dei giovani d’Italia a Roma per incontrare papa Francesco.
Alcuni giovani all'incontro alla Reggia di Venaria Reale. Nella notte hanno venerato la Sindone (Juzzolino)

Alcuni giovani all'incontro alla Reggia di Venaria Reale. Nella notte hanno venerato la Sindone (Juzzolino)

Compie 120 anni nel 2018, ha ricordato il Custode, la prima fotografia della Sindone, quella di Secondo Pia, che rivelò al mondo lo stupefacente “negativo” fotografico del Volto. Dopo tanto tempo l’interesse per la Sindone è più vivo che mai: curiosità della gente, dibattito nel mondo scientifico, attenzione pastorale. Gli ultimi tre Papi sono venuti a venerare il Telo durante le ostensioni pubbliche del 1998, 2010, 2015.

Monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e Custode pontificio della Sindone, il telo che avrebbe avvolto il corpo di Cristo deposto dalla croce, ha avuto ieri la gioia di aprire il Duomo a un pubblico nuovo, e ad una “ostensione diversa”: 2500 giovani sono sfilati nella notte davanti alla cappella per la venerazione straordinaria decisa in occasione del grande pellegrinaggio dei giovani d’Italia a Roma per incontrare papa Francesco. Era tutto nuovo: non una ostensione pubblica per tutti ma un momento di preghiera dedicato ai giovani, nell’ambito di un “cammino” spirituale e pastorale insieme. Nuovissima anche l’installazione: entrando in Cattedrale i giovani hanno trovato una pietra spezzata a metà, inondata di luce e circondata di profumi. Come la pietra del Sepolcro a Gerusalemme, che custodisce una tomba vuota… poi hanno “salutato” la cappella di Pier Giorgio Frassati, il giovane delle otto beatitudini.

Nuova è stata anche la “accoglienza” della Sindone: il Telo non è stato esposto sull’altar maggiore ma è rimasto nella cappella - protetto dai vetri ma scoperto, ai piedi dei ragazzi che sono sfilati lentamente. Questo modo diverso di guardare la Sindone, di trovarsi l’immagine molto più “vicina” è stato studiato appositamente non per gusto di novità ma per cercare una soluzione migliore al contatto con l’immagine sindonica. Una soluzione che comprende anche lo studio e l’applicazione di un sistema di luci adeguato, mantenendo sempre intatte le condizioni ottimali di conservazione (temperatura, umidità, ecc.).

Nel suo discorso il custode Nosiglia ha sottolineato queste novità ricordando che la Sindone rappresenta oggi soprattutto un valore «pastorale». Ieri i ragazzi delle 17 diocesi di Piemonte e Valle d’Aosta erano accompagnati da altri giovani polacchi, francesi, latinoamericani che avevano incontrato nelle precedenti Giornate Mondiali. Si sono ritrovati tutti a Valdocco per la Messa alle 18, e hanno poi proseguito insieme verso il Duomo. Un “fiume” di giovani come non si vedeva da tempo. I temi scientifici, gli “scoop” che non mancano mai in questi periodi, rimangono sullo sfondo. «Dal 1898 il Telo – ha detto fra l’altro Nosiglia – è stato sottoposto a indagini di ogni genere; ed è stato oggetto di polemiche, strumento di strategie editoriali e pubblicitarie, anche in campo scientifico, lontanissime dalla vera ricerca e dai suoi obiettivi. Ma la Sindone ha rappresentato anche il terreno di confronto e di incontro, serio e rispettoso, per tanti scienziati che, ciascuno dalle proprie posizioni, hanno lavorato insieme e contribuito a conoscere meglio il Telo».

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