lunedì 15 luglio 2019
Fare delle ferie un tempo di condivisione, servizio, preghiera: così i ragazzi rispondono alle proposte della Chiesa ambrosiana, degli istituti missionari, delle comunità di clausura
Aleppo: bambini impegnati nell'approvvigionamento di acqua nella Siria martoriata dalla guerra (Ansa)

Aleppo: bambini impegnati nell'approvvigionamento di acqua nella Siria martoriata dalla guerra (Ansa)

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Dall’Indonesia al Nicaragua al quartiere Librino di Catania. Dai bambini di Aleppo, in Siria, agli anziani e ai clochard ospiti del Refettorio Ambrosiano di Greco, alla periferia di Milano. È davvero senza frontiere, l’estate solidale dei giovani milanesi. E non c’è periferia, geografica ed esistenziale, esclusa dall’orizzonte delle proposte lanciate dalla Chiesa. Fosse anche la «periferia» della propria vita spirituale, con l’estate a offrirsi come tempo propizio per rimettere al centro ciò che nel resto dell’anno, magari, è stato lasciato al margine. Tutto questo grazie al ventaglio di esperienze che la diocesi, le associazioni, gli istituti missionari, le famiglie religiose rivolgono ai giovani che vogliono vivere un’estate che non sia mera evasione. Condivisione, vocazione, servizio, fraternità, amicizia, impegno per la pace e la giustizia, Parola di Dio, liturgia, preghiera: queste le tessere che, in modo diverso e ogni volta originale, si combinano nelle singole proposte (in www.chiesadimilano.it una rassegna di iniziative e i link per approfondire).

Un momento di gioco in un «Cantiere della solidarietà» promosso da Caritas Ambrosiana negli anni scorsi in Kenya

Un momento di gioco in un «Cantiere della solidarietà» promosso da Caritas Ambrosiana negli anni scorsi in Kenya

«Cantieri della solidarietà»: 68 giovani pronti a partire

«Sono 68 i giovani fra i 18 e i 30 anni che questa estate partecipano ai nostri Cantieri della solidarietà», racconta Davide Boniardi, responsabile del Settore internazionale di Caritas Ambrosiana. «Le destinazioni? Serbia e Moldova, in Europa; Kenya, in Africa; Libano, in Medio Oriente; Indonesia, nel Sud est asiatico; Haiti e Nicaragua, nell’America Latina. I posti che avevamo a disposizione sono stati tutti coperti. Quei 68 giovani – prosegue Boniardi – sono in gran parte della diocesi di Milano, i restanti di altre diocesi lombarde. Li attende un’esperienza di condivisione, servizio, incontro con le comunità locali che può durare fra le due e le quattro settimane – più si va lontano, più ci si ferma a lungo. Non si va solo a "fare": si va innanzitutto per ascoltare e imparare. Ogni anno proponiamo un tema, e si arriva all’esperienza all’estero dopo un tempo di formazione. Il tema di quest’anno è "What is Home", che riprende una campagna di Caritas Europa. I ragazzi avranno l’occasione per capire meglio le cause delle migrazioni». I "Cantieri" di Caritas Ambrosiana sono alla 23esima edizione. «Dall’inizio abbiamo coinvolto quasi duemila ragazzi. C’è chi arriva perché già impegnato in parrocchia o in Caritas. E c’è chi, da non praticante, magari da non credente, condivide i nostri valori. C’è chi vive questa esperienza come una bella parentesi e chi, invece, come passo – magari il primo – di un cammino che porta più lontano».

Il Refettorio Ambrosiano di Greco, alla periferia di Milano

Il Refettorio Ambrosiano di Greco, alla periferia di Milano

Al Refettorio di Greco o a casa degli anziani soli e malati

Sono cinque, invece, i giovani che finora hanno risposto all’invito a prestare servizio nelle sere d’agosto al Refettorio Ambrosiano di Greco. «Ma c’è ancora posto e le iscrizioni sono aperte. Basta chiamare il nostro Sportello Volontariato allo 02.76.037.300», ricorda Andrea Fanzago dell’Associazione Volontari Caritas Ambrosiana. «A sera, ad agosto come il resto dell’anno, il Refettorio accoglie a cena persone senza dimora. Solo ad agosto, invece, apre a mezzogiorno per ospitare a pranzo una sessantina di anziani dei decanati Niguarda, Turro e Zara (che comprendono quartieri e parrocchie della parte nord di Milano città, ndr). Per servire a pranzo – prosegue Fanzago – avevamo bisogno di 45 volontari. Ebbene: li abbiamo trovati tutti. Ma tutti adulti – come i professionisti dello studio Maisto che, ad agosto, anche quest’anno, dedicheranno la loro pausa pranzo a questo servizio. Niente ragazzi, invece. Speriamo di avere qualche giovane fra i volontari del progetto "Personal shopper" che si svolgerà ad agosto nei quartieri Lambrate e Città Studi, anch’esso rivolto a persone anziane, che prevede – in collaborazione con il Comune – la consegna del pasto a domicilio e servizi come fare la spesa o andare in farmacia per chi magari ha problemi di mobilità e vive solo. Anche qui servono 45 volontari. Per iscriversi c’è tempo fino a fine luglio telefonando allo 02.5832.5289».

Le Romite Ambrosiane di Santa Maria del Monte, sopra Varese

Le Romite Ambrosiane di Santa Maria del Monte, sopra Varese

Fra il Sacro Monte di Varese, Betlemme e Aleppo

C’è chi ha scelto di condividere per alcuni giorni la vita di preghiera, silenzio, ascolto, lavoro e comunità delle Romite Ambrosiane di Santa Maria del Monte, sopra Varese. E c’è chi si impegna a trapiantare l’esperienza dell’oratorio estivo ambrosiano fra i bambini di Betlemme. O fra quelli di Aleppo, nella Siria martoriata dalla guerra scoppiata nel 2011. Il denominatore comune? «Sono tutte esperienze nelle quali si intrecciano fede e servizio, dove rinnovare la propria vita spirituale per dare fondamenta e linfa al nostro "farsi prossimo"», risponde Andrea Ferrario, del Servizio per i giovani e l’università della diocesi di Milano, presentando le iniziative per l’estate 2019 promosse dal suo ufficio.
«Lo stile del cammino. Sosta meditativa»: così è stata chiamata la proposta estiva presso le Romite del Sacro Monte di Varese, che si svolge dal 26 al 31 luglio. «Erano sette i posti disponibili. Sono andati esauriti in breve tempo – riprende Ferrario –. Da anni collaboriamo con le Romite per offrire esperienze spirituali significative, sia in estate sia nei tempi forti dell’anno liturgico, come la Quaresima. In genere, aderiscono giovani già inseriti nel cammino della comunità ecclesiale che cercano tempi ed esperienze più "personali" per approfondire la fede e la vita spirituale». Un tempo di rigenerazione. Come quello che sperimenteranno, in altro contesto, «i 15 giovani milanesi che dal 27 luglio al 17 agosto vivranno un’esperienza di incontro e condivisione con i giovani della parrocchia di San Francesco, ad Aleppo, affidata ai frati minori della Custodia di Terra Santa. Oltre a incontrare la comunità cristiana, svolgeranno un’esperienza di animazione al servizio dei più piccoli. Sarà come portare ad Aleppo la proposta e lo stile dell’oratorio estivo ambrosiano. Lo stesso faranno, nella parrocchia cattolica greco-melchita di Betlemme – e anche questa è un’iniziativa che promuoviamo con la comunità delle "Sorelle del Signore" – i 14 giovani che si recheranno in Terra Santa dal 2 al 20 agosto, facendosi inoltre pellegrini ai Luoghi Santi, dalla Galilea a Gerusalemme».

Il campo di lavoro del Pime a Busto Arsizio (Varese), in un'immagine di repertorio

Il campo di lavoro del Pime a Busto Arsizio (Varese), in un'immagine di repertorio

Fra Santiago e Busto, la periferia di Catania e le periferie del mondo

«Proposte estive (fichissime) per i giovani». Sono quelle del Pontificio Istituto missioni estere (Pime) per l’estate 2019, come le presenta il loro stesso sito www.pimegiovani.it. «E i ragazzi hanno risposto bene. Con un exploit: il pellegrinaggio a piedi da Porto a Santiago de Compostela, che è sold out. Saremo in 52, in cammino dal 31 luglio al 14 agosto», spiega padre Alessandro Motti, uno dei responsabili dell’animazione missionaria e vocazionale del Centro Pime di Milano. «Questa esperienza è rivolta a persone che non hanno mai fatto il Cammino di Santiago. E, per molti, è una cosa nuova anche il Pime – prosegue il religioso –. Una decina i partecipanti dal Veneto, ci sarà anche una ragazza di Napoli. Insomma: non solo milanesi, alle nostre iniziative. Guardiamo a tutta Italia. Offrendo a giovani di territori diversi occasioni per incontrarsi, conoscersi, fare rete». Fra i «grandi classici» dell’estate Pime c’è il campo di animazione di strada di Ducenta (Napoli), «al quale aderiscono tutti gli anni una trentina di ragazzi – riprende padre Motti –. I temi al centro della nostra riflessione vengono portati nelle piazze di quartieri a volte difficili con attività di animazione di strada, dal ballo alla giocoleria, vissute e offerte come forme di nuova evangelizzazione. E su queste piazze, c’è sempre una chiesa aperta dove proponiamo l’adorazione eucaristica e ci si può confessare».
Altro «classico», il campo di lavoro a Busto Arsizio, «che coinvolge un centinaio di giovani intrecciando un tempo di riflessione con il lavoro di sgombero delle case. Il ricavato di quel che si raccoglie e vende, va a sostegno dei progetti delle missioni». Torna dopo un anno, invece, il «campo di impegno sociale» a Mascalucia, «con una decina di giovani impegnati nel servizio agli ultimi e nell’animazione di strada a Librino, alla periferia di Catania». Due le proposte con taglio vocazionale: «M’illumino d’immenso», il campo sociale-vocazionale di Pozzoli, riservato alle ragazze, e il «Trekking di discernimento» in Val Formazza rivolto ai ragazzi. Sono una cinquantina, infine, i giovani impegnati nel cammino biennale «Giovani e Missione» che questa estate verranno mandati per un mese in varie missioni nel mondo. Lo stesso faranno altri dieci giovani, studenti dell’Università Cattolica, che partecipano al progetto Mex (Mission Exposure) promosso dal Pime con l’ateneo di largo Gemelli.

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