Milano. Il saluto di Scola a Milano, la presa di possesso di Mario Delpini


Lorenzo Rosoli venerdì 8 settembre 2017
In Duomo la Messa di congedo: «Amate Milano e la sua Chiesa». Il grande grazie alla comunità: qui ognuno può trovare casa. L'ingresso solenne del nuovo arcivescovo il 24 settembre.
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«Carissime, carissimi, amiamo Milano e la sua Chiesa». Amiamo questa «Chiesa milanese» che, «al di là di tutte le rilevazioni statistiche, è ancora, nelle sue radici, una Chiesa di popolo», nella quale «qualunque uomo e qualunque donna, in ogni momento e condizione, può trovare la sua casa definitiva» e «fare l’esperienza del bell’amore». Amiamo questa metropoli e questa terra che, nonostante tutti i problemi, le sofferenze, le paure, «mantiene la sua grande capacità di accoglienza» e mostra «non pochi elementi di risveglio», anche se «non sempre sappiamo vedere l’enorme potenziale di speranza e di costruzione di vita buona» che contiene la “memoria di Dio”. Con queste parole il cardinale Angelo Scola si è congedato venerdì sera dall’arcidiocesi di Milano, presiedendo nel Duomo gremito la Messa nella solennità della Natività di Maria, patrona della cattedrale.

Una celebrazione nel segno della gratitudine. Quella del porporato, che ha voluto nutrire il suo grazie con «due contenuti», l’uno riferito alla Chiesa ambrosiana, l’altro alla metropoli milanese e al suo vasto territorio. E la gratitudine della comunità diocesana, alla quale hanno dato voce Valentina Soncini, segretaria del Consiglio pastorale, e il vescovo ausiliare emerito Erminio De Scalzi. Uno sguardo su questi suoi sei anni sulla cattedra di Ambrogio, fecondati da eventi come le visite di Benedetto XVI nel 2012 e papa Francesco il 25 marzo scorso. Per la città e il territorio, anni di crisi e fatiche ma anche di rilancio e sviluppo, si pensi all’Expo. Per la Chiesa, anni di testimonianza e di missione, al cuore di un «cambiamento d’epoca» vissuto – secondo le indicazioni offerte da Scola – all’insegna della «pluriformità nell’unità», nella promozione di un «nuovo umanesimo», dentro un cammino di riforma della Chiesa e del clero fondati sull’«Educarsi al pensiero di Cristo».


Anni ricchi di iniziative: come i «Dialoghi di vita buona». O come il rilancio del Fondo famiglia lavoro. E proprio con l’invito a sostenerne la terza fase, battezzata «Fondo Diamo Lavoro», Scola si era rivolto a quanti desiderano esprimergli riconoscenza con un segno concreto nella circostanza del congedo. Lasciato l’appartamento nel Palazzo arcivescovile di piazza Fontana, Scola abiterà nella canonica di Imberido, un paesino del Lecchese, non lontano dalla natìa Malgrate.

Da sabato mattina, con la presa di possesso canonica della diocesi da parte del successore, Mario Delpini, il cardinale diviene arcivescovo emerito.

Un rendimento di grazie, dunque. E una riflessione sul «bell’amore», a partire dalla «figura di Maria nascente» (fin dall’infanzia familiare a Scola, come lui stesso ha raccontato). Questa la trama dell’omelia pronunciata ieri, in un clima di grande partecipazione e commozione, sottolineato dagli applausi dei fedeli. Il primo grazie è alla Chiesa ambrosiana, «che mi ha generato nella fede». Una «Chiesa di popolo», insiste Scola, confermato dalla visita pastorale feriale, nella quale tutti «possono fare l’esperienza del bell’amore incontrando, nella testimonianza diretta e personale di singoli fedeli e di comunità, il volto di Gesù che la fede ci fa cercare con tutte le nostre forze come compimento del nostro destino. Lo Spirito di Dio che abita in noi ci fa tendere alla vita e alla pace. Questo apre per noi fedeli ambrosiani una grande speranza». Che deve diventare, sempre più, energia di vita buona per tutti, in una città che per ritrovare e rinnovare la sua «anima» ha «ancora un cammino da compiere». La raccomandazione, oggi, è la stessa data all’inizio del suo ministero a Milano: «Non dimenticarti di Dio».

Sabato mattina la presa di possesso di Mario Delpini

Con una cerimonia che secondo il diritto canonico si svolge per procura, sabato mattina alle 9 in Duomo l’arcivescovo Mario Delpini prende possesso dell’arcidiocesi di Milano. Il suo primo atto da pastore della Chiesa ambrosiana sarà alle 10.30, nella Basilica di sant’Ambrogio, con la celebrazione della Messa durante la quale emetteranno i voti perpetui due giovani suore, Anna Casati e Giusi Valentini. La scelta della presa di possesso per procura, che avviene alla presenza di Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare emerito di Milano, nominato procuratore, consente di differire l’ingresso solenne al prossimo 24 settembre. Una scelta «per predisporre al meglio le cose e per valorizzare la celebrazione della vigilia di sant’Anatalo e tutti i santi vescovi milanesi, solennità nella chiesa Cattedrale» spiega in una nota il cancelliere arcivescovile monsignor Marino Mosconi. Da quel momento Delpini sarà a tutti gli effetti il nuovo arcivescovo e terminerà il mandato di amministratore apostolico del cardinale Scola.

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