mercoledì 24 novembre 2010
I grandi temi della fede, lo scandalo pedofilia, il bisogno di rimettere Dio al centro, la sessualità. Nel volume "Luce del mondo", il Pontefice riflette sull'oggi e sul futuro della Chiesa e del mondo. Ieri il coautore Seewald, Fisichella, Accattoli, Lombardi e Costa alla presentazione.
- L'antireligione e il seme forte di Marina Corradi
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Non un testo di magistero. Né uno di teologia. Luce del mondo, il libro intervista di Benedetto XVI, è qualcosa di completamente diverso. Un colloquio a tutto campo sull’uomo Ratzinger e sul Papa, così come sui grandi temi della fede. Parole chiare, immediate. Insomma, «un’intervista che per molti versi diventa una provocazione a compiere un serio esame di coscienza dentro e fuori della Chiesa per giungere a una vera conversione del cuore e della mente. Le condizioni di vita della società, l’ecologia, la sessualità, l’economia e la finanza, la stessa Chiesa… sono tutti temi che richiedono un impegno particolare per verificare la direzione culturale del mondo di oggi e le prospettive che si aprono per il futuro». Non è un caso che sia stato monsignor Rino Fisichella, presidente del neonato Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, a presentare ieri mattina in Vaticano il libro-intervista al Papa di Peter Seewald. Perché, col suo rivolgersi al cosiddetto "grande pubblico", si propone esattamente come un ponte gettato verso il mondo: «Familiarità, confidenze, ironia, in alcuni momenti sarcasmo ma, soprattutto, semplicità e verità sono i tratti caratteristici di questo colloquio scelto da Benedetto XVI per rendere partecipe il grande pubblico del suo pensiero, del suo modo di essere e del suo modo di concepire la stessa missione che gli è stata affidata». Impresa «non facile – ha sottolineato Fisichella – nel periodo della comunicazione che tende spesso a sottolineare solo alcuni frammenti e lascia in ombra la globalità. Un volume da leggere e su cui meditare per comprendere ancora una volta in che modo la Chiesa può essere nel mondo annuncio di una bella notizia che reca gioia e serenità».Il libro è già stampato in italiano in cinquantamila copie (altrettante già in ristampa) a cura della Libreria editrice vaticana. Don Giuseppe Costa, direttore della Lev, ha spiegato che in un solo mese sono stati stretti accordi con sette editori per la stampa in altrettante lingue, mentre sono in corso trattative con altri dodici editori, e sono quasi pronte le edizioni in polacco, svedese e sloveno. Segno dell’interesse per un’intervista raccolta, alla fine dello scorso mese di luglio, nel corso di una serie di conversazioni, senza che il Papa volesse conoscere prima le domande, né correggere, dopo, le risposte. «Sono stato molto contento di poterlo intervistare di nuovo – ha detto Seewald, che col cardinale Ratzinger aveva già realizzato un servizio speciale su di lui e curato due libri-intervista – e ho riscontrato che è aumentata la sua amabilità personale, la sua cortesia, la sua umiltà. Il Papa ti facilita la vita, non si presenta come "panzer-cardinale" o "panzer-Papa" – ha aggiunto, ricordando l’appellativo con cui era talvolta chiamato l’allora prefetto della Congregazione dottrinale vaticana – ti accoglie, si sofferma su ogni domanda, non ha paura di affrontare nessuna questione. La sua enorme forza intellettuale si unisce a una altrettanta forza spirituale, è un uomo veramente semplice e pio, ancora più pio di come lo avevo conosciuto».Seewald ha sottolineato che «il libro affronta un enorme panorama, parla della crisi della Chiesa e del mondo, della durata dell’esistenza della società. Il Papa fa appello all’umanità, spiega che il pianeta non può permettersi di continuare a vivere come abbiamo vissuto sinora. Spiega che possiamo e dobbiamo cambiare per il futuro della vita di questo pianeta e di una società civilizzata». Parla, insomma di «una grande storia», e allora, ha aggiunto con una nota polemica circa l’argomento su cui s’è concentrata l’attenzione della stampa dopo le prime anticipazioni, «è ridicolo e imbarazzante» che «il mondo discuta della domanda sui condom. La vicenda mostra come il giornalismo si trovi in una certa crisi».E alle molte domande poste dai giornalisti proprio su questo punto, monsignor Fisichella ha risposto affermando che «le questioni morali non sono condensate su questo punto, ma sono di ben più ampia portata e riguardano ad esempio la bioetica e la genetica. Il progresso non si ferma e più esso aumenta più aumenteranno gli interrogativi etici». Il discorso della Chiesa sulla sessualità, ha aggiunto, «è orientato all’amore coniugale e va letto in questo contesto, non fuori di esso». E il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, nell’esortare i giornalisti a «custodire e utilizzare bene la disponibilità del Papa» al dialogo, ha chiosato: «Non so se con le anticipazioni di sabato scorso l’abbiamo utilizzata bene o male».A mettere, infine, in risalto gli aspetti più interessanti e singolari del libro è stato il giornalista Luigi Accattoli, per il quale «La lettura dell’intervista aiuta a comprendere – e se possibile amare – il mondo di Joseph Ratzinger, il suo singolare destino umano e il suo servizio alla Chiesa».
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