martedì 2 febbraio 2021
Papa Francesco celebrerà la Messa nella Basilica di San Pietro alle 17.30. L’iniziativa nacque per volontà di Giovanni Paolo II, che ricordava che la vita di religiosi e religiose
«La nostra meravigliosa vocazione». Oggi la Giornata della vita consacrata

Ansa

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«Vi raggiungiamo alla vigilia di una giornata cara a tutti noi, consacrate e consacrati, perché dedicata alla nostra meravigliosa vocazione che in diverse modalità fa splendere l’amore di Dio per l’uomo, la donna e l’universo intero».

Così inizia la lettera scritta dal cardinale João Braz de Aviz e dall’arcivescovo José Rodríguez Carballo – prefetto e segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apo- stolica – per la 25ª Giornata della vita consacrata che si celebra martedì 2 febbraio, festa liturgica della Presentazione del Signore. Per l’occasione nella Basilica di San Pietro, alle 17.30, il Papa presiederà una celebrazione eucaristica «spoglia dei segni e dei volti gioiosi che la illuminavano negli anni precedenti, eppure sempre espressione di quella gratitudine feconda che caratterizza le nostre vite» scrivono sempre Braz de Aviz e Rodríguez Carballo.

I quali, nel loro messaggio, sottolineano l’importanza per il momento attuale dell’enciclica Fratelli tutti: «Consacrate e consacrati negli Istituti religiosi, monastici, contemplativi, negli istituti secolari e nei nuovi istituti, membri dell’Ordo virginum, eremiti, membri delle società di vita apostolica, a tutti voi chiediamo di mettere questa enciclica al centro della vostra vita, formazione e missione. D’ora in poi non possiamo prescindere da questa verità: siamo tutti fratelli e sorelle, come del resto preghiamo, forse non con tanta consapevolezza, nel Padre nostro, perché “senza un’apertura al Padre di tutti, non ci possono essere ragioni solide e stabili per l’appello alla fraternità” (n. 272)».

La prima Giornata della vita consacrata fu celebrata il 2 febbraio 1997 per volere di san Giovanni Paolo II. L’iniziativa nacque dopo il Sinodo dei vescovi sulla vita consacrata dell’ottobre 1994 e la successiva esortazione apostolica del marzo 1996, dal titolo Vita consacrata. In essa il Pontefice polacco ricordava che «quanto alla significazione della santità della Chiesa, un’oggettiva eccellenza è da riconoscere alla vita consacrata, che rispecchia lo stesso modo di vivere di Cristo. Proprio per questo, in essa si ha una manifestazione particolarmente ricca dei beni evangelici e un’attuazione più compiuta del fine della Chiesa che è la santificazione dell’umanità.

La vita consacrata annuncia e in certo modo anticipa il tempo futuro, quando, raggiunta la pienezza di quel Regno dei cieli che già ora è presente in germe e nel mistero, i figli della risurrezione non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli di Dio (cfr Mt 22, 30). In effetti, l’eccellenza della castità perfetta per il Regno, a buon diritto considerata la “porta” di tutta la vita consacrata, è oggetto del costante insegnamento della Chiesa».

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