giovedì 31 maggio 2018
In Alto Adige al via dal 2020 il nuovo percorso scaturito dal Sinodo diocesano. Muser: per valorizzare ancora di più il sacramento
Il sacramento della Cresima (Siciliani)

Il sacramento della Cresima (Siciliani)

A partire dall’autunno 2020 in Alto Adige il sacramento della Cresima sarà amministrato solo ai giovani over 16 dopo aver compiuto un itinerario di preparazione di almeno dodici mesi. Non è solo questa la novità principale delle attese lineeguide che la diocesi di Bolzano-Bressanone ha definito con un paziente lavoro collegiale. Frutto delle indicazioni emerse nel lavoro biennale del Sinodo diocesano, sono state elaborate da un apposito gruppo di lavoro in ben ventidue incontri, fino all’approvazione finale da parte degli organismi diocesani: la conferenza dei decani, il Consiglio presbiterale e il Consiglio pastorale. «Abbiamo dedicato tempo e attenzione a condividere queste indicazioni – ha motivato in conferenza stampa l’altro ieri il vescovo di Bolzano-Bressanone, Ivo Muser – per mettere in evidenza il dono della Cresima e al tempo stesso per ricavarne uno stimolo a vivere con responsabilità la propria fede. Tutti i sacramenti, in questo contesto culturale profondamente mutato, non vanno visti come un evento isolato, ma come un segno concreto della fede».

Anche il direttore dell’Ufficio scuola e catechesi, Markus Felderer, ha precisato che l’obiettivo non è quello di allontanare o escludere, ma favorire una maggiore consapevolezza. «In questi due anni cercheremo di incentivare un’azione formativa, a partire dall’illustrazione di queste linee guida, per incrementare una maggior consapevolezza». È stabilito che in ogni Unità pastorale sarà istituita una “giunta” per la catechesi che nel 2020 e 2021 elaborerà un progetto concreto per la Cresima, coinvolgendo anche associazioni, movimenti e istituzioni cattoliche.

Nei due anni di “vacanza” – non verrà amministrata la Cresima ai ragazzi nel 2020 e nel 2021 – bambini e ragazzi saranno comunque invitati a partecipare alla vita parrocchiale con nuove proposte, come ha spiegato Sonia Salamon, responsabile diocesana per la catechesi, che ha precisato che «ancora per il prossimo anno, nel 2019, le Cresime verranno amministrate mantenendo l’età anagrafica a cui finora venivano cresimati i ragazzi».

Un percorso graduale, dunque, dall’esito però ben definito in una prospettiva di unitarietà della proposta di fede. «Come parroco credo che queste nuove linee guida rappresentino una chance per le nostre comunità – commenta di don Gianpaolo Zuliani, parroco nelle parrocchie di Don Bosco e San Pio X a Bolzano e membro del gruppo di lavoro sulla Cresima –. Sono consapevole che questo cambiamento comporti delle difficoltà, ma sono convinto che sia necessario fare questo passo, che ci permetterà di aiutare le persone a fare un’esperienza concreta di fede».

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