giovedì 25 aprile 2019
Il discorso ai ragazzi della diocesi di Aire et Dax, con il richiamo all'esempio di san Vincenzo de Paoli e alla forza risanatrice dei pini marittimi, tipici di quella zona francese
Il Papa in piazza San Pietro (Lapresse)

Il Papa in piazza San Pietro (Lapresse)

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Gli abitanti delle Landes, dipartimento nel sudovest della Francia, nella regione Nuova Aquitania, sono particolarmente grati e affezionati al loro pino marittimo, o pino delle Landes appunto, la cui presenza è uno dei tratti più caratteristici del territorio. Laddove infatti regnavano le paludi, che impedivano la coltivazione ed erano periodicamente visitate dallo spettro della malaria, fu proprio la massiccia opera di seminagione del pino marittimo, nella seconda metà del XIX secolo, a cambiare lo scenario e a trasformare anche l’economia locale, prosciugando gli acquitrini e stabilizzando le dune sulle coste.

Il Papa ha fatto riferimento a questo aspetto ricevendo ieri in udienza i giovani della diocesi di i giovani della diocesi di Aire et Dax arrivati in pellegrinaggio a Roma: «Ad immagine dell’albero emblematico della vostra regione, il pino delle Landes, che ha permesso di risanare zone paludose, radicatevi nell’amore di Dio per far sì che, là dove vivete, la Chiesa sia amata. Sì, lasciatevi trasformare e rinnovare dallo Spirito Santo per portare Cristo in ogni ambiente e testimoniare la gioia e la giovinezza del Vangelo!»

Francesco ha ricordato che venire a Roma è «ravvivare in voi il dono della fede», presso «gli apostoli Pietro e Paolo e tutti quei testimoni, tra i quali alcuni giovani, che hanno subito il martirio per aver scelto di rimanere fedeli a Gesù Cristo». Questo «è ancora più importante perché parecchie persone pensano che oggi è più difficile dirsi cristiani e vivere la fede in Cristo. E voi fate di sicuro l’esperienza di queste difficoltà, che diventano a volte delle prove». In effetti «il contesto attuale non è facile, anche a causa della dolorosa e complessa questione degli abusi commessi da membri della Chiesa. Tuttavia, vorrei ripetervi che oggi non è più difficile che in altre epoche della Chiesa: è solamente diverso. Perciò, approfittate di questo pellegrinaggio per riscoprire che la Chiesa, di cui siete membri, “cammina da duemila anni, condividendo le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini. E cammina così com’è, senza ricorrere ad alcuna chirurgia estetica” (Christus vivit, 101). Infatti, guardando voi, riconosco l’opera del Signore Gesù che non abbandona la sua Chiesa e che le permette, grazie alla vostra giovinezza, al vostro entusiasmo e ai talenti che Lui vi ha affidato, di rinnovarsi e di ringiovanire nelle varie fasi della sua lunga storia».

Restate uniti al Signore, ha detto Bergoglio ai giovani, «mediante l’ascolto della Parola, la pratica sacramentale, la vita fraterna e il servizio agli altri». Quindi ha richiamato l’esempio di un grande santo originario delle Landes, san Vincenzo de Paoli (1581-1660): «Rendete visibile l’amore di cui Dio vi ha colmati, amando “con la forza delle braccia e il sudore della fronte”! In questo senso siate sempre costruttori di ponti tra le persone, cercando di far crescere una cultura dell’incontro e del dialogo, per contribuire all’avvento di un’autentica fraternità umana. Con la vostra attenzione ai piccoli e ai poveri, potete accendere stelle nella notte di quanti, in diversi modi, sono provati».

Infine un incoraggiamento e una richiesta di “collaborazione”: «Conto su di voi. La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni e della vostra fede!»


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