martedì 11 luglio 2017
Oltre 800 ragazzi protagonisti del campo estivo. Sul tema “Con Gesù la mia vita tornerà a colori” l’iniziativa in Siria dei francescani della Custodia di Terra Santa
Il «Grest» del sorriso fra le macerie di Aleppo
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Anche da “liberata”, Aleppo è una città che non conosce pace. La maggior parte delle strade è da ricostruire. Come pure i palazzi, le scuole, le tante chiese profanate assieme agli edifici crollati sotto i colpi dei missili implacabili. Tutto. Ma è anche vero quando padre Ibrahim Alsabagh dice che «il tempio più grande che va rimesso in piedi è l’uomo». I bambini in particolare sono tra coloro che hanno sofferto di più e si portano dietro i traumi peggiori. Lo sanno bene i frati francescani della Custodia di Terra Santa che vivono da anni in questo “ospedale da campo”.

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C’è un periodo particolare dell’anno però quando questa impresa sembra quasi possibile: è l’estate che arriva con i suoi colori vivaci a ritoccare quel panorama spettrale fatto di finestre rotte e muri crollati. Non potevano i francescani lasciarsi sfuggire un’occasione simile per ridonare il sorriso a questi piccoli innocenti. «Ognuno ha un trauma, qualche traccia indelebile di questi sei anni di violenza.

Una liturgia con i giovani protagonisti del centro estivo di Aleppo

Una liturgia con i giovani protagonisti del centro estivo di Aleppo


La Chiesa deve fare qualcosa per questi angeli», afferma il religioso. La proposta è quella del centro estivo: due mesi in tutto, fino al 31 luglio. «L’anno scorso abbiamo cominciato l’av- ventura con 350 bambini – fa sapere il parroco di Azizieh –. Quest’anno il numero si è quasi triplicato: dopo dieci giorni di iscrizioni siamo arrivati a 860, dai 4 ai 15 anni. Abbiamo dovuto chiuderle, perché non c’era lo spazio fisico per ospitarli tutti». Ed è stato difficile trovare spazio in una città la cui distruzione «è inimmaginabile, dove le condizioni di vita sono durissime. I colori sono scomparsi, e i bambini ci guardano, disperati». Ad Aleppo i rumori delle bombe non sono più così frequenti, ma è il desolante silenzio di una città distrutta a fare rumore. Non c’è possibilità di fare vacanza, e consola il fatto che nemmeno la carità è andata in vacanza.

Padre Alsabagh ha scritto per il secondo anno una lettera a diecimila parrocchie italiane, in cui desidera offrire a tutti i Grest la possibilità di condividere l’esperienza del centro estivo di Aleppo. Un gemellaggio in cui chiunque può scrivere, disegnare, mettersi in contatto con gli altri bambini siriani. «Vorrei davvero che questa proposta arrivasse a tutti i bambini italiani, perché ascoltino l’esperienza dei bambini di Aleppo, si sentano al loro fianco e cerchino di aiutarli. Sarà una grande occasione per mostrare ai ragazzi quanto è bello stare assieme e condividere con generosità».

L’anno scorso è stato un vero successo: Aleppo è stata invasa da lettere e disegni da ogni parte d’Italia. «Ho ascoltato la vostra storia e ho pianto»; «vi prego: non siate tristi, insieme possiamo vincere»; oppure «spero che il mio piccolo aiuto possa aiutare qualche altro bambino che sta soffrendo». Sono pensieri scritti da bambini di sei e sette anni, pieni di quella semplicità che ha mosso i cuori. «Non basterà per convertire i signori della guerra, ma sappiamo che le preghiere dei bambini sono quelle che il Signore ascolta di più». Il gemellaggio è stato lanciato dall’associazione Pro Terra Sancta e ha anche un’altra finalità concreta: i fondi raccolti dai bambini italiani contribuiranno a sostenere le attività del Grest che i genitori non possono permettersi per i figli durante l’anno: ballare, disegnare, nuotare e far teatro, ma anche dedicarsi a piccole attività di bricolage, o di cucina.


«È un luogo che si fa incontro ai bambini di Aleppo, è la Chiesa di Aleppo che come il Buon Samaritano si china sul corpo di questi teneri innocenti per prendersene cura». Fra Ibrahim è sostenuto in quest’opera dai tanti volontari che in questo modo «possono contribuire con le loro professionalità alla ricostruzione della società e della Chiesa». Perché c’è un’ultima, vera certezza che anima ancora tutta la comunità cristiana di Aleppo. «Solo Gesù può dare un colore a quello che viviamo – sottolinea il francescano –. Solo Gesù può restituire i colori, dare il senso a quello che viviamo ». Per questo motivo hanno scelto di dare un titolo speciale al centro estivo: “Con Gesù la mia vita tornerà a colori”.

Per ricostruire l’uomo. Per costruire il futuro della Siria. Il gemellaggio è stato realizzato grazie alla collaborazione tecnica dell’associazione Pro Terra Sancta che ha prodotto tutti i materiali necessari per aderire all’iniziativa. Oltre al poster e al piccolo salvadanaio, è stato realizzato un compendio da utilizzare liberamente con alcuni passi del libro di padre Ibrahim Alsabagh Un istante prima dell’alba. Tutto il materiale disponibile è scaricabile all’indirizzo Internet www.proterrasancta.org.

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