mercoledì 4 maggio 2016
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« P erché in tutti i Paesi del mondo le donne siano onorate e rispettate, e sia valorizzato il loro imprescindibile contributo sociale». È l’intenzione universale di preghiera formulata dal Papa per il mese di maggio. Come noto in questo Anno Santo, su iniziativa dell’Apostolato della preghiera, il Pontefice propone mensilmente un’intenzione, offerta e veicolata attraverso un videomessaggio. L’intervento di ieri, pronunciato in spagnolo, è come sempre sottotitolato in varie lingue. Al centro l’occupazione femminile, a partire da una domanda retorica: «È innegabile il contributo delle donne in tutti gli ambiti dell’attività umana, iniziando dalla famiglia. Ma soltanto riconoscerlo... è sufficiente? ». Abbiamo fatto molto poco – riconosce il Papa – per le donne che si trovano in situazioni molto difficili, disprezzate, emarginate, e perfino ridotte in schiavitù». «Dobbiamo condannare – prosegue – la violenza sessuale che soffrono le donne ed eliminare gli ostacoli che impediscono il loro pieno inserimento nella vita sociale, politica ed economica ». Durante il videomessaggio sono state proposte in sovraimpressione alcune riflessioni sul lavoro e la dignità femminile: «Il mio lavoro vale tanto quanto quello di un uomo», «Non sarò mai una schiava», «No alla violenza di genere», «Basta con la discriminazione nel lavoro», «Uomini e donne siamo figli di Dio». Come detto l’iniziativa che ha come protagonista il Papa rientra nella Rete mondiale di preghiera che accompagna l’Anno Santo ed è iniziata nel 2016. A gennaio l’intenzione proposta da Francesco ha riguardato il dialogo tra le fedi come via per la pace e la giustizia. Febbraio è stato dedicato alla cura della creazione come dono da coltivare e proteggere. A marzo il Papa ha invitato a pregare perché «le famiglie in difficoltà possano ricevere il sostegno necessario e i bambini crescere in un ambiente sano e sereno». In aprile infine si era soffermato sui «piccoli agricoltori», perché «ricevano il giusto compenso al loro prezioso lavoro». (Red.Cath.) © RIPRODUZIONE RISERVATA
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