sabato 29 febbraio 2020
Da domenica a venerdì il ritiro ad Ariccia sarà scandito dalle meditazioni e dall'Eucaristia, riflettendo sull'incontro tra Dio e l'uomo. La conduzione affidata al gesuita padre Bovati
Papa Francesco ad Ariccia per gli esercizi spirituali nel 2018

Papa Francesco ad Ariccia per gli esercizi spirituali nel 2018 - Ansa / Vatican Media

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Casa pontificia “a lezione” di preghiera per l’inizio della Quaresima. Detta così si potrebbe rischiare di urtare la sensibilità di qualcuno. Ma padre Pietro Bovati, gesuita, segretario della Pontificia Commissione biblica, incaricato quest’anno di predicare gli Esercizi spirituali, che prendono il via nel pomeriggio di domenica 1 marzo, alla casa “Divin Maestro” di Ariccia, sorride: «Proprio le persone che hanno più familiarità con il divino, sono quelle che più rischiano di essere resistenti all’ascolto di Dio. L’opposizione più dura a Gesù non è arrivata da sacerdoti e scribi? E coloro che invece si sono mostrati più sensibili alla sua parola non sono stati pagani, prostitute ed emarginati?».

Naturalmente il contesto che oggi attende padre Bovati sarà completamente diverso. Malgrado il lungo e apprezzato impegno di docente di Sacre scritture e la consolidata esperienza di predicatore di Esercizi spirituali nei più diversi contesti, il compito di accompagnare papa Francesco, con cardinali e vescovi della Casa pontificia all’avvio del periodo quaresimale, non è dei più agevoli.

Il tema scelto – “Il roveto ardeva per il fuoco”. L’incontro tra Dio e l’uomo alla luce dell’Esodo, del Vangelo di Matteo e della preghiera del Salmi – gli offrirà però lo spunto per riproporre uno dei temi che gli stanno più a cuore. Quello del significato e dell’oggetto della preghiera. Come rivolgersi a Dio? Con quale disposizione del cuore? «Partirò proprio dal riferimento del roveto ardente di fronte al quale – spiega – la figura del credente si mostra con tutta sua fragilità e debolezza. Davanti a quel fuoco divino che arde senza bruciare dobbiamo stare in ascolto per coglierne la profezia. L’esperienza della preghiera è così: incontro con Dio e ascolto della sua Parola».

Proprio come Mosè che, nonostante tutte le incertezze e tutte le sue paure, ascolta Dio che gli parla e poi traduce in gesti concreti quella volontà. «Solo se comprendiamo quello che Dio vuole dirci – sottolinea il segretario della Pontificia Commissione biblica – riusciremo come Mosé e gli israeliti a camminare verso la Pasqua. Quindi, in qualche modo, il fuoco divino diventa indicazione per Mosé e per i suoi fratelli. E deve continuare ad esserlo anche per tutti noi».

Sarà proprio questo lo sviluppo delle meditazioni che da questa domenica fino a venerdì 6 marzo terrà impegnati il Papa e gli altri membri della Casa Pontificia. Padre Bovati intreccerà un passaggio dell’Esodo, un brano del Cangelo di Matteo e un Salmo. Per esempio – dopo l’introduzione di oggi pomeriggio – nella prima meditazione di domani, proporrà una riflessione con un parallelo tra la nascita di Mosè (Es 2, 1-10), quella di Gesù (Mt 1, 28-25) e il salmo 139 (“Non ti erano nascoste le mie ossa / quando venivo formato nel segreto / ricamato nelle profondità della terra”) che riecheggia appunto lo stupore del fedele di fronte all’amore di Dio che già prima del concepimento lo accompagna e lo sostiene.

«Questo è lo schema del modulo liturgico per i tempi forti. C’è un racconto privilegiato e su quello si collega un parallelo attinto dalle Scritture per entrare nel mistero di Dio». Stesso schema per le altre meditazioni che, sempre con questo rimando tra Esodo, Vangelo di Matteo e Salmi, prenderanno via via in esame la resistenza alla grazia, la mancanza di fede, la traversata notturna, il cammino nel deserto, la lotta e la preghiera, l’intercessione e la presenza di Dio.

«Dobbiamo abituarci a pensare la preghiera non come gesto devozionale o come pretesa di convertire Dio ai nostri desideri ma – aggiunge padre Bovati – come atto operativo, cioè collegato alla vita concreta. Sant’Ignazio spiegava quanta forza contemplativa ci possa essere nell’azione, ma già nel Vangelo, quando Pietro risponde all’invito di Gesù dicendo “Sulla tua parola getterò le reti”, si rimanda a una capacità di ascolto che diventa familiarità con Dio». Quindi, se riuscissimo davvero ad essere in sintonia con la Parola di Dio, ogni momento della vita potrebbe, o dovrebbe, essere preghiera? «In qualche modo sì, Dio non smette mai di parlare all’uomo, specialmente alle persone oppresse e vittime di ingiustizia, oggi come oltre tremila anni fa con il popolo di Israele prigioniero del faraone. A noi tocca metterci in ascolto e poi tradurre in buone opere quelle sollecitazioni interiori».

I temi su cui tutti saranno chiamati a meditare

Saranno complessivamente dieci le meditazioni previste in questi Esercizi a iniziare dall’introduzione di oggi sull’«esperienza di Dio e cammino: Mosè, il Cristo, l’orante». Due le meditazioni al giorno. Lunedì 2 marzo: «Il prodigio della nascita: il dono» e «L’esperienza di Dio: la chiamata». Martedì 3 marzo: «Resistenza alla grazia» e «Mancanza di fede». Mercoledì 4 marzo: «La traversata notturna» e «Il cammino nel deserto». Giovedì 5 marzo: «Lotta e preghiera» e «L’intercessione». Venerdì 6 marzo: «La presenza di Dio». I brani utilizzati per le meditazioni sono tratti dal libro dell’Esodo, dal Vangelo di Matteo e dal libro dei Salmi.

Ecco come saranno le giornate del ritiro

Da lunedì e fino a venerdì la giornata del Papa e della Curia Romana sarà scandita da appuntamenti fissi. Alle 7.30 la Messa, seguita dalla colazione. Alle 10 la prima delle meditazioni quotidiane che si andranno avanti fino all’ora di pranzo, le 12.30. Segue un periodo di riposo e tempo libero fino alle 16.30 quando è prevista la seconda meditazione della giornata. Alle 18 recita dei Vespri e Adorazione eucaristica. Alle 19.30 è prevista la cena. Venerdì 6, invece, la giornata si concluderà dopo la meditazione del mattino.

*** Aggiornamento del 2 marzo

Papa Francesco a causa di un fastidioso raffreddore non prenderà parte agli esercizi spirituali ma li seguirà da Casa Santa Marta.



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