La celebrazione della Passione. «Vincere il male con il bene» A Bruxelles come nel matrimonio...


venerdì 25 marzo 2016
​Nella basilica di San Pietro la celebrazione della Passione con la predica di padre Cantalamessa. Nella foto di Siciliani, il Papa compie il tradizionale gesto della prostrazione.
«Vincere il male con il bene» A Bruxelles come nel matrimonio...
​"Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene". Questo suggerimento di San Paolo, che si è concretizzato nell'invito a rinunciare ad ogni sentimento di vendetta anche dopo attacchi gravissimi come quelli di Bruxelles, è risuonato oggi pomeriggio in San Pietro in occasione della celebrazione della Passione, presieduta da Papa Francesco che all'inzio, seguendo il rituale romano, si è prostrato in terra. Il predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, nella sua omelia lo ha applicato agli attentati di Bruxelles ma anche ai matrimoni in crisi. "L'odio e la ferocia degli attentati terroristici di questa settimana ci aiutano a capire - ha detto - la forza divina racchiusa in quelle ultime parole di Cristo: Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno".
"Per quanto lontano possa spingersi l'odio degli uomini, l'amore di Dio - ha ricordato - è stato, e sarà, sempre più forte". "Anche nel matrimonio - ha osservato il religioso cappuccino - dopo anni, o mesi, di vita insieme, emergono i limiti reciproci, i problemi di salute, di finanze, dei figli; interviene la routine che spegne ogni gioia. E quello che può salvare un matrimonio dallo scivolare in una china senza risalita è la misericordia, intesa nel senso pregnante della Bibbia, e cioè non solo come perdono reciproco, ma come un rivestirsi di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine e di magnanimità".
Proprio la misericordia, ha affermato padre Cantalamessa, "fa sì che all'eros, si aggiunga l'agape, all'amore di ricerca, quello di donazione e di con-passione". E Se "Dio si impietosisce dell'uomo, non dovrebbero marito e moglie impietosirsi l'uno dell'altro? E non dovremmo, noi che viviamo in comunità, impietosirci gli uni degli altri, anzichè giudicarci?".
Secondo Cantalemessa, in concreto "dobbiamo demitizzare la vendetta!". "Essa - ha denunciato con forza - è diventata un mito pervasivo che contagia tutto e tutti, a cominciare dai bambini. Gran parte delle storie portate sullo schermo e dei giochi elettronici sono storie di vendetta, spacciate per vittoria dell'eroe buono". "Metà, se non più, della sofferenza che c'è nel mondo (quando non si tratta di malinaturali) viene - ha detto padre Cantalamessa alla Curia Romanae agli ambasciatori ammessi al rito della Passione - dal desiderio di vendetta, sia nei rapporti tra le persone che in quelli tra gli stati e i popoli. È stato detto che "il mondo sarà salvato dalla bellezza"; ma la bellezza può anche portare alla rovina".
Padre Cantalamessa"C'è una sola cosa - ha concluso il cappuccino - che può salvare davvero il mondo, la misericordia! La misericordia di Dio per gli uomini e degli uomini tra di loro. Essa può salvare, in particolare, la cosa più preziosa e più fragile che c'è, in questo momento, nel mondo, il matrimonio e la famiglia". Infatti, "avviene nel matrimonio qualcosa di simile a quello che è avvenuto nei rapporti tra Dio e l'umanità, che la Bibbia descrive, appunto, con l'immagine di uno sposalizio".
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