lunedì 1 luglio 2019
Trecento chilometri di strada dalla Basilica della Madonna dei Martiri alla Basilica Santa Maria De finibus Terrae, con numerosi spazi per la sosta
don Tonino Bello

don Tonino Bello

COMMENTA E CONDIVIDI

La pace? Sì, prima che traguardo davvero è cammino. «E, per giunta, cammino in salita. Vuol dire allora che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi, i suoi percorsi preferenziali ed i suoi tempi tecnici, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste». «Se è così, occorrono attese pazienti. E sarà beato, perché operatore di pace, non chi pretende di trovarsi all’arrivo senza essere mai partito, ma chi parte. Col miraggio di una sosta sempre gioiosamente intravista, anche se mai - su questa terra s’intende - pienamente raggiunta».

Così scriveva in forma lirica don Tonino Bello, il pastore della “Chiesa con il grembiule” quella «che lascia, o tralascia, i segni del potere e sceglie il potere dei segni», il vescovo educatore e profeta che marciava per la pace, correva in soccorso a profughi e sfrattati, consumava le suole delle scarpe attraversando le navate del mondo per difendere i diritti, invitando tutti al cammino e ad unire strade diverse. Ora, legato al suo nome, c’è un nuovo cammino.

Un itinerario nato da un progetto della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e promosso dalla costituenda associazione “Cammino di don Tonino”, inserito fra le iniziative sostenute dal “Fondo speciale cultura e patrimonio culturale per il 2019” dalla Giunta Regionale pugliese che lo ha recentemente approvato. L’iniziativa, che viene illustrata nei dettagli in una conferenza stampa alla presenza del vescovo Domenico Cornacchia, oggi alle 11 presso il Museo diocesano di Molfetta, «nasce dalla volontà di voler promuovere e far conoscere la figura di don Tonino Bello al di là dei confini regionali, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua storia in tutta la Puglia.

La lapide di don Tonino Bello

La lapide di don Tonino Bello

Un’iniziativa che, ripercorrendo la vita di don Tonino attraverso il cammino e la narrazione di questo sacerdote, vescovo e, prima ancora uomo, contribuisca a promuovere il territorio pugliese, valorizzandone persone, patrimonio, tradizioni…, lungo un cammino da Molfetta - sede della diocesi di cui è stato vescovo - ad Alessano, la città che gli ha dato i natali e dove oggi si trova la sua tomba meta di pellegrini, credenti e non credenti attratti dal suo stile, dai suoi gesti…», ci dice don Luigi Amendolagine vicario presso la parrocchia Madonna della Rosa e membro della Segreteria del vescovo Cornacchia a Molfetta, tra gli ideatori. «Sulla scorta dei cammini nazionali e internazionali, dentro una dimensione religiosa, di pellegrinaggio, ma pure di turismo lento e sostenibile che valorizza ogni territorio attraversato, anche il Cammino di don Tonino avrà un suo preciso itinerario mappato che, ponendo al centro la sua vita, in larga parte trascorsa sulla strada, racconti anche le bellezze della Puglia, comprese quelle meno conosciute, legate a culture ormai lontane, fatte di persone e storie», aggiunge don Luigi.

Il progetto, la cui realizzazione sarà affidata all’associazione che lo ha promosso, è articolato in più fasi e prevede allestimenti multimediali e materiali illustrativi. Nei fatti, quanto già da diversi anni la diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e le altre interessate dal Cammino fanno, accogliendo e accompagnando i pellegrini «sui passi di don Tonino» va a strutturarsi potendo offrire una proposta articolata e completa, con soste meno improvvisate lungo i circa 300 km di strada -già interessati in alcuni tratti da percorsi come la Francigena o la Leucadense.

Ma, al di là dei tragitti, del luogo di partenza - la Basilica della Madonna dei Martiri - e di arrivo - la Basilica Santa Maria De finibus Terrae -, al di là degli spazi per le soste (la prima delle quali potrebbe essere a Ruvo nei pressi della Comunità di Accoglienza, Solidarietà e Amicizia, fondata nel 1984 da don Tonino che ora collabora con la Comunità Oasi2 San Francesco Onlus; quindi a seguire altri posti fra i quali Giovinazzo, Bari Palese, Capurso, Rutigliano, Conversano, Castellana Grotte, Putignano, Noci , Alberobello, Martina Franca, San Vito dei Normanni, San Pietro Vernotico, Lecce, Galatina, Corigliano, Alessano), quello che auspicano i ragazzi coinvolti nel nuovo progetto dell’associazione, è che sempre più giovani si ritrovino a compiere insieme a questo pellegrinaggio, l’altro, ritenuto da don Tonino più lungo, decisivo, faticoso "quello che"- accogliendo l’invito del Vangelo «porta l’uomo dalla periferia al centro del proprio cuore».

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: