giovedì 2 agosto 2018
Frutto del Giubileo straordinario voluto da Francesco, questo «periodo di grazia» è stato richiesto dal vescovo di Concordia-Pordenone Pellegrini e dalla parrocchia
Bassetti avvia stasera «15 giorni di misericordia»
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La parrocchia Santa Maria Assunta in Bibione (diocesi di Concordia-Pordenone) si appresta a celebrare da oggi fino al 16 agosto, la II edizione della «Perdonanza bibionese», voluta dal vescovo Giuseppe Pellegrini quale 'segno' del Giubileo della Misericordia. Ad aprire questa sera la Porta Santa sarà il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia- Città della Pieve e presidente della Cei, che domani presiederà anche il Pontificale nella Cattedrale di Concordia Sagittaria, nella festa di Santo Stefano, patrono della diocesi di Concordia-Pordenone.

Bibione era stata una delle chiese individuate dal vescovo dove aprire la Porta Santa durante il Giubileo straordinario della misericordia e, visto l’alto numero di penitenti – tenuto conto che Bibione è località turistica di mare –, il vescovo, assieme al parroco don Andrea Vena e al Consiglio pastorale parrocchiale, aveva pensato di fare domanda alla Sede Apostolica di mantenere annualmente questa possibilità di concedere l’indulgenza. La risposta giunta l’anno scorso ha indicato le date dal 1° al 16 agosto di ogni anno come periodo per vivere questa esperienza di fede. Il periodo scelto ha voluto inserire al suo interno il Perdono d’Assisi, già molto frequentato in parrocchia e la solennità della patrona di Bibione, la Vergine Assunta.

Questo ha portato a ritenere opportuno chiudere la Porta Santa il 16 sera. Per la parrocchia, ma altresì per l’intera diocesi, la Perdonanza rappresenta quel di più che la comunità cristiana offre ai suoi turisti che vengono qui a vivere la loro vacanza. La presenza di almeno otto sacerdoti disponibili per le Messe (in italiano, tedesco, slovacco, polacco) e le Confessioni dice quanto la parrocchia stia cercando di rispondere alle esigenze spirituali di quanti, proprio nel tempo della vacanza, cercano di lasciarsi rinvigorire anche nello spirito. L’esperienza del Perdono d’Assisi, del Giubileo della Misericordia e infine della Perdonanza sono anche il segno che la gente è alla ricerca di un’esperienza di fede e di sacerdoti disponibili ad affiancarsi al loro cammino per ascoltare, prima di tutto; per consolare e anche per confessare.

«Talvolta ci si domanda se la gente sperimenta un senso di peccato – ricorda i sacerdoti della parrocchia –, ma se escludiamo a priori la possibilità di permettere alle persone di accostarsi al Sacramento, rischiamo di non riuscire mai ad aiutarli a crescere. Quanto cerchiamo di fare, dunque, è un vero 'ministero della consolazione', certi che il resto lo farà il buon Dio».

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