venerdì 12 aprile 2013
​Il presidente della Conferenza episcopale italiana sulle elezione della prima carica del Paese: possa rispondere a questo compito imprescindibile di garante della Costituzione, ma anche di equilibrio e sprone degli altri poteri dello Stato. Non è mancato il richiamo per un governo stabile e immediato che dia respiro alla «gente stremata»
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«Il ruolo del Capo dello Stato è sempre più determinante quanto più le situazioni sono difficili e complicate come si presentano in questo momento storico». In questo senso «l’esempio del presidente Napolitano è evidente». Ad affermarlo è l’arcivescovo di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco, a margine del convegno dal titolo “Le sfide del XXI secolo e la Dottrina sociale della Chiesa” organizzato al Centro Don Bosco di Genova. Per questo, ha aggiunto il porporato, «auspichiamo che il Paese possa esprimere una personalità di alto livello, di alta considerazione, proprio perché possa rispondere a questo compito imprescindibile di garante della Costituzione, ma anche di equilibrio - dentro la Costituzione - di stimolo, di sprone degli altri poteri dello Stato che fanno parte della democrazia repubblicana». Alla domanda se il prossimo presidente potrebbe essere una donna, il cardinale ha risposto «Perché no?». «L’importante - ha ribadito - è il livello, la capacità personale, il profilo intellettuale e morale». Sulla «necessità e l’urgenza di un governo stabile e immediato» si è soffermato ancora il presidente della Cei, sottolineando che «la gente è stremata e la disoccupazione aumenta». Il porporato ha ricordato che «non tocca a me un parere, un giudizio, tantomeno su una formula di tipo politico concreto» ma «certamente la Chiesa, come suo dovere, in quanto vive vicino alle persone, vede che la gente è stremata dal punto di vista economico, lavorativo. La disoccupazione aumenta, le persone sono scoraggiate, in una situazione drammatica». Pertanto «la Chiesa continua a dare voce a questo e auspica, in ogni modo, che il Governo si possa fare subito nel modo migliore», che sia un Governo «efficace e in grado di affrontare in modo determinato i gravissimi problemi occupazionali, lavorativi e quindi sociali».
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