venerdì 29 novembre 2019
Che cos'è l'Avvento? Quanto dura? Quali paramenti indossa il sacerdote? Come si articola questo tempo liturgico? Quali letture sono proposte nella Messa? Ecco le risposte
L'inaugurazione del presepe e dell'albero di Natale lo scorso anno in piazza San Pietro a Roma

L'inaugurazione del presepe e dell'albero di Natale lo scorso anno in piazza San Pietro a Roma

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Inizia domenica 1 dicembre 2019 l’Avvento, il tempo forte dell’Anno liturgico che prepara al Natale. La prima domenica di Avvento apre il nuovo Anno liturgico. Quattro sono le domeniche di Avvento nel rito romano, mentre nel rito ambrosiano sono sei e infatti l’Avvento è già cominciato domenica 17 novembre. Si tratta di un tempo che invita «ad alzare lo sguardo e ad aprire il cuore per accogliere Gesù», aveva spiegato lo scorso anno papa Francesco nel suo primo Angelus d’Avvento in piazza San Pietro. E aveva aggiunto: «In queste quattro settimane siamo chiamati a uscire da un modo di vivere rassegnato e abitudinario, e ad uscire alimentando speranze, alimentando sogni per un futuro nuovo».


La liturgia


L’Avvento inizia con i primi Vespri della prima domenica di Avvento e termina prima dei primi Vespri di Natale. Il colore dei paramenti liturgici indossati dal sacerdote è il viola; nella terza domenica di Avvento (ossia, la domenica Guadete) facoltativamente si può usare il rosa, a rappresentare la gioia per la venuta di Cristo. Nella celebrazione eucaristica non viene recitato il Gloria, in maniera che esso risuoni più vivo nella Messa della notte per la Natività del Signore. Quest’anno la seconda domenica di Avvento coincide con la solennità dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre.

Un sacerdote con la casula viola durante il tempo di Avvento

Un sacerdote con la casula viola durante il tempo di Avvento


I nomi tradizionali delle domeniche di Avvento sono tratti dalle prime parole dell’Antifona di ingresso alla Messa. La prima domenica è detta del Ad te levavi («A te elevo», Salmo 25); la seconda domenica è chiamata del Populus Sion («Popolo di Sion», Isaia 30,19.30); la terza domenica è quella del Gaudete («Rallegratevi», Filippesi 4,4.5); la quarta domenica è quella del Rorate («Stillate», Isaia 45,8).

Papa Francesco con la casula rosa durante il tempo di Avvento

Papa Francesco con la casula rosa durante il tempo di Avvento


L’origine dell’Avvento


Il termine Avvento deriva dalla parola “venuta”, in latino adventus. Il vocabolo adventus può tradursi con “presenza”, “arrivo”, “venuta”. Nel linguaggio del mondo antico era un termine tecnico utilizzato per indicare l’arrivo di un funzionario, la visita del re o dell’imperatore in una provincia. Ma poteva indicare anche la venuta della divinità, che esce dal suo nascondimento per manifestarsi con potenza, o che viene celebrata presente nel culto.

'L'albero di Jesse' nella Cattedrale di Worms in Germania

"L'albero di Jesse" nella Cattedrale di Worms in Germania

I cristiani adottarono la parola Avvento per esprimere la loro relazione con Cristo: Gesù è il Re, entrato in questa povera “provincia” denominata terra per rendere visita a tutti; alla festa del suo avvento fa partecipare quanti credono in Lui. Con la parola adventus si intendeva sostanzialmente dire: Dio è qui, non si è ritirato dal mondo, non ci ha lasciati soli. Anche se non lo possiamo vedere e toccare come avviene con le realtà sensibili, Egli è qui e viene a visitarci in molteplici modi.


Il tempo dell’attesa, della conversione e della speranza


L’Avvento è «tempo di attesa, di conversione, di speranza», come spiega Direttorio su pietà popolare e liturgia. È il tempo dell’attesa della venuta di Dio che viene celebrata nei suoi due momenti: la prima parte del tempo di Avvento invita a risvegliare l’attesa del ritorno glorioso di Cristo; poi, avvicinandosi il Natale, la seconda parte dell’Avvento rimanda al mistero dell’Incarnazione e chiama ad accogliere il Verbo fatto uomo per la salvezza di tutti. Ciò è spiegato nel primo Prefazio di Avvento, ossia la preghiera che “apre” la liturgia eucaristica all’interno della Messa dopo l’Offertorio. In essa si sottolinea che il Signore «al suo primo avvento nell’umiltà della nostra natura umana, portò a compimento la promessa antica, e ci aprì la via dell’eterna salvezza». E poi si aggiunge: «Verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa».

'San Giovanni Battista' di Caravaggio alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma (foto Ansa)

"San Giovanni Battista" di Caravaggio alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma (foto Ansa)

L’Avvento è poi tempo di conversione, alla quale la liturgia di questo momento forte invita con la voce dei profeti e soprattutto di Giovanni Battista: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Matteo 3, 2). Infine è il tempo della speranza gioiosa che la salvezza già operata da e le realtà di grazia già presenti nel mondo giungano alla loro maturazione e pienezza, per cui la promessa si tramuterà in possesso, la fede in visione, e «noi saremo simili a lui e lo vedremo così come egli è» (1 Giovanni 3, 2).


Le letture dell’Avvento


Le letture – nel 2019 vengono seguite quelle dell’Anno A con il Vangelo di Luca – testimoniano questa suddivisione dell’Avvento. Nella prima domenica di Avvento – 1 dicembre – il Vangelo (Matteo 24,37-44) contiene il monito di Gesù: «Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà». La seconda domenica di Avvento – 8 dicembre – coincide con la solennità dell’Immacolata Concezione e il brano del Vangelo (Luca 1, 26-38) è quello dell’Annunciazione in cui l’angelo dice a Maria: «Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù».

'L'annunciazione' di Beato Angelico a San Giovanni Valdarno (Arezzo)

"L'annunciazione" di Beato Angelico a San Giovanni Valdarno (Arezzo)

Nella terza domenica di Avvento – 15 dicembre – il Vangelo (Matteo 11,2-11) si sofferma su Giovanni il Battista che dal carcere manda a domandare a Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Infine il Vangelo dell’ultima domenica di Avvento (Matteo 1,18-24) – 22 dicembre – ha al centro il sogno di Giuseppe in cui l’angelo gli annuncia: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».


Maria, icona dell’Avvento


Nei ritmi dell’Anno liturgico l’Avvento è il tempo mariano per eccellenza. Lo ricorda chiaramente Paolo VI nel paragrafo 4 della Marialis Cultus: «In tal modo i fedeli, che vivono con la Liturgia lo spirito dell’Avvento, considerando l’ineffabile amore con cui la Vergine Madre attese il Figlio,sono invitati ad assumerla come modello e a prepararsi per andare incontro al Salvatore che viene, vigilanti nella preghiera, esultanti nella sua lode». Il tempo dell’Avvento ha quindi come icona quella della Vergine. Papa Francesco ha sottolineato che «Maria è la “via” che Dio stesso si è preparato per venire nel mondo» ed è «colei che ha reso possibile l’incarnazione del Figlio di Dio, “la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni” (Romani 16,25)» grazie «al suo “sì” umile e coraggioso». La presenza della Solennità dell’Immacolata Concezione – 8 dicembre – fa parte del mistero che l’Avvento celebra: Maria è il prototipo dell’umanità redenta, il frutto più eccelso della venuta redentiva di Cristo. E in questo tempo forte la figura della Vergine viene presentata come l’icona dell’attesa fiduciosa e vigilante, della disponibilità attenta e concreta al mistero di Dio.

'La Madonna del Parto' di Piero della Francesca ad Anghiari

"La Madonna del Parto" di Piero della Francesca ad Anghiari

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