venerdì 17 aprile 2020
Lacrime, disegni dei bambini, drappi alle finestre accompagnano il gesto di don Pietro D'Angelo, rettore del santuario di San Nicola Vescovo a San Nicola Manfredi
Don Pietro D'Angelo benedice dal trattore le sue quattro comunità nel Beneventano

Don Pietro D'Angelo benedice dal trattore le sue quattro comunità nel Beneventano - .

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C’è chi ha decorato i balconi con le lenzuola bianche o chi con le tovaglie delle grandi occasioni. C’è chi ha appeso alla ringhiera un’icona con il volto raggiante di Gesù. C’è chi, come i ragazzi, ha messo sul davanzale un disegno pasquale o un cartellone colorato con un pensiero di speranza. Come Chiara Maria che ha scritto: «Chi segue te, Signore, non troverà le tenebre». Tutto per accompagnare don Pietro D’Angelo che nelle sue quattro comunità ha voluto portare la benedizione pasquale da un trattore. Mascherina sul volto, aspersorio con l’acqua santa in mano, il parroco e rettore del santuario di San Nicola Vescovo a San Nicola Manfredi, nell’arcidiocesi di Benevento, si è sistemato sul cassone del piccolo mezzo agricolo. E lì ha collocato una statua di Cristo Risorto. Poi un megafono, i fiori, un drappo bianco. Segni per annunciare la Risurrezione e farla “entrare” nelle case della sua gente bloccata fra le mura domestiche dall’emergenza coronavirus.

Un cartello per salutare la benedizione

Un cartello per salutare la benedizione - -

«Ricorderò questa solennità come la Pasqua del Gesù Risorto che, trasportato su un trattore, “visita” le famiglie; come la Pasqua del Gesù Risorto che i bambini hanno salutato dai loro balconi e dalle loro case offrendogli frasi d'affetto; come la Pasqua del Gesù Risorto che tanti anziani e meno anziani, in lacrime, salutavano mentre passava per le strade, come a voler dire: “Non abbiate paura! Abbiate fede, con me andrà tutto bene”», racconta su Facebook il sacerdote che guida le comunità di San Nicola Capoluogo, Santa Maria a Toro, Monterocchetta e Toccanisi. Don Pietro è un prete d’impatto, fra l’altro autore del libretto Icone di misericordia che papa Francesco aveva fatto distribuire il 6 gennaio 2017 in piazza San Pietro come dono in occasione dell’Epifania. «Nonostante tutto, anche quest'anno il Signore è risorto. Tuttavia, ci chiede di essere più umani e anche più credibili sul piano di fede – sottolinea –. Sicuramente l'esperienza della quarantena ci insegna a non confidare solo nelle nostre forze ma anche nella forza della preghiera. Inoltre, ci sta facendo riscoprire il valore della libertà, di un abbraccio, della fede semplice ma autentica, dell’ascolto e tutti quei veri valori della vita che si stavano perdendo».

Don Pietro D'Angelo benedice dal trattore le sue quattro comunità nel Beneventano

Don Pietro D'Angelo benedice dal trattore le sue quattro comunità nel Beneventano - .

Lungo le vie dei quattro paesi della Campania, don D'Angelo ha trovato famiglie in festa ma anche anziani che hanno visto nel “tour spirituale” del sacerdote un gesto di vicinanza oltre le restrizioni. Qualcuno si è commosso. C’è persino chi ha affidato al parroco una supplica per la fine della pandemia. Il prete ha voluto far sentire la prossimità della Chiesa in mezzo alle difficoltà e alle preoccupazioni, nonostante abbia subito un delicato intervento chirurgico poco prima della Domenica delle Palme. Alla fine dell’itinerario don Pietro ha ringraziato tutti per aver partecipato alla benedizione dalle loro abitazioni nel rispetto delle disposizioni anti-Covid. Il sacerdote parla di una «giornata intensa, ricca di emozioni e di incontri fatti di sguardi e di gesti che mi ha permesso di vivere ancora più intensamente la Santa Pasqua».

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