lunedì 19 febbraio 2018
Al Museo nazionale scienza e tecnologia di Milano fino al 3 giugno una rassegna promossa dall'Agenzia spaziale italiana (Asi) racconta la scoperta del Pianeta rosso
L'illustrazione mostra l'avvicinamento a Marte della sonda Exomars

L'illustrazione mostra l'avvicinamento a Marte della sonda Exomars

Viaggiare verso Marte per poi viverci per sempre. Magari capendo, come cantava David Bowie, se sul pianeta rosso "is there life on Mars?" (c’è vita su Marte?).

Insomma, in questi giorni non c’è solo la Tesla rossa di SpaceX a viaggiare verso Marte, sulle note appunto di "Life on Mars" scritte dal "Duca bianco" Bowie o le tante missioni che ormai esplorano il pianeta rosso quotidianamente ma anche i sogni, le ambizioni e le speranze di generazioni di scienziati che provano da sempre a dare una risposta alla "grande" domanda: siamo davvero soli nell’Universo?

Così proprio a questo mondo quasi gemello della Terra è dedicata la mostra "Marte, incontri ravvicinati col pianeta rosso" in scena al Museo nazionale scienza e tecnologia "Leonardo Da Vinci" (Milano, via San Vittore, 21) fino al 3 giugno. L’esposizione è promossa dall'Agenzia spaziale italiana (Asi), in collaborazione con ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact), Esa, Inaf, Leonardo, Thales Alenia Space e National Geographic. La rassegna vuole anche essere un tributo alla seconda parte della missione europea Exomars (a guida italiana) che nel 2020 manderà su Marte un lander con una trivella, costruita in Italia negli stabilimenti di Nerviano di Leonardo, per scavare nel sottosuolo marziano.

Scatti della superficie marziana (Paolo Soave - Museo nazionale scienza e tecnologia)

Scatti della superficie marziana (Paolo Soave - Museo nazionale scienza e tecnologia)

Spiega Jorge Vago, responsabile scientifico dell’Esa per Exomars 2020: «Noi andiamo a prendere dei campioni a 2 metri di profondità ed è importantissimo perché su Marte, essendo l’atmosfera molto tenue, le radiazioni penetrano nel sottosuolo e distruggono quello che vogliamo studiare, quindi Exomars aprirà una nuova finestra scientifica sul passato di Marte, dove magari c’è stata della vita più o meno nello stesso periodo in cui è apparsa sul nostro pianeta».

La mostra è avvincente: dopo l’introduzione dedicata agli appunti originali sulle prime osservazioni dei canali di Marte di Schiaparelli, il percorso della mostra si snoda attraverso esempi della vasta produzione letteraria e cinematografica dedicata a Marte, oltre a una serie di foto e dati tecnici del pianeta rosso acquisiti fino a oggi dalle varie missioni spaziali.
L’idea di questa mostra, spiega la curatrice Viviana Panaccia, è quella svelare se davvero sul Pianeta rosso c’è stata o ci sarà la vita, oltre che per celebrare il programma europeo Exomars.

Un libro con le osservazioni marziane di Schiapparelli (Paolo Soave - Museo nazionale scienza e tecnologia)

Un libro con le osservazioni marziane di Schiapparelli (Paolo Soave - Museo nazionale scienza e tecnologia)

«La mostra – conclude il direttore del Museo, Fiorenzo Galli – racconta quindi la storia del pianeta Marte e della sua diffusione nell’immaginario collettivo e la storia di quello che avverrà, in qualche modo. L’inizio di ciò che deve avvenire».

Durante il periodo di apertura, l’esposizione sarà accompagnata da un calendario di incontri e appuntamenti particolari. Per esempio, all’interno del museo, saranno offerte in aggiunta alla mostra attività interattive nei laboratori, visite guidate ed esperienze con i visori di realtà virtuale grazie al sistema PlayStation®VR. Il tutto per permettere ai visitatori di addentrarsi nelle più recenti scoperte, nei futuri progetti di esplorazione e dare spazio alla propria creatività o immergersi nella cultura popolare ispirata al Pianeta Rosso.

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