mercoledì 16 dicembre 2020
Se l'Ema darà il suo via libera il 21 dicembre, in 2 giorni arriverà l'autorizzazione della Commissione e in tutti i Paesi membri si potrà avviare la campagna. E in Italia le prime dosi dal 6 gennaio
La sede dell'Ema

La sede dell'Ema - Ansa

COMMENTA E CONDIVIDI

L'Agenzia europea del farmaco ha anticipato al 21 dicembre la riunione fissata per il 29 per arrivare all'approvazione del vaccino Pfizer/BioNTech. Un'accelerazione voluta in particolar modo dalla Germania e che potrebbe portare alle prime vaccinazioni in Europa già entro la fine dell'anno, come sottolineato anche dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Se l'Ema darà la sua raccomandazione positiva il 21 dicembre, la Commissione farà in modo di dare l'autorizzazione in due giorni ed è in contatto permanente con i Paesi membri per lanciare la campagna di vaccinazione il prima possibile". "La Commissione è pronta a sostenere un inizio della vaccinazione nello stesso momento", in tutti gli Stati membri, "e incoraggia vivamente un approccio coordinato tra i Paesi membri", ha spiegato portavoce della Commissione europea sulla partenza della campagna di vaccinazione anti-Covid in Europa.

E in Italia quando arriverà il vaccino anti Covid?
Se l’Ema dovesse dare la sua approvazione in anticipo, le prime dosi di Pfizer in Italia potrebbero arrivare anche prima di Capodanno. Tuttavia, si tratterebbe di una cifra di dosi puramente simbolica, tra le 2mila e le 10mila al massimo, che potrebbero essere utilizzate per il cosiddetto V-day, ossia la giornata di avvio della campagna di vaccinazione a livello di Unione europea, con le somministrazioni messe a regime successivamente dai singoli Paesi europei. Questo è quello che è stato delineato in una videoconferenza, nel pomeriggio di martedì 15 dicembre, fra i ministri della Salute di Italia, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Lussemburgo, insieme ai colleghi di Svizzera e Gran Bretagna: l’obiettivo è di procedere alle prime simboliche vaccinazioni nel periodo fra Natale e Capodanno.

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al piano vaccini presentato dal Commissario per l'emergenza Domenico Arcuri e da gennaio partirà la vaccinazione di massa. Secondo quanto si apprende, oggi stesso il Commissario invierà alle regioni una sorta di 'libretto delle istruzioni' per il vaccino ed entro la settimana tutte le indicazioni per la procedura di somministrazione.

Verso il 6 gennaio 2021 dovrebbe arrivare il grosso della fornitura iniziale di Pfizer in Italia, cioè 3,4 milioni di dosi che basteranno per 1,8 milioni di persone. Dopo la prima iniezione, infatti, sarà necessario ricevere un richiamo nel giro di tre settimane. Il governo italiano ha indicato all’azienda farmaceutica statunitense 291 punti di consegna, da cui le forze armate preleveranno le dosi.
I primi a essere vaccinati saranno gli anziani e il personale dipendente in Rsa e luoghi di cura, mentre la seconda ondata di somministrazioni dovrebbe spettare a forze dell’ordine, personale dei servizi di pubblica utilità (scuole, trasporto pubblico), detenuti, accanto agli anziani più vulnerabili.

Ma ancora non è stato definito dal governo un piano ufficiale, nero su bianco, per la distribuzione del vaccino fra le diverse fasce di popolazione. Nelle prossime ore verrà definito il numero di persone alle quali somministrare il vaccino nel giorno simbolico, un V-Day, lo stesso in tutta Europa, sulla base delle quantità che Pfizer sarà in grado di consegnare.

L'Italia ha diritto al 13,5% del totale delle dosi previste dagli accordi preliminari d’acquisto conclusi dalla Commissione europea, a nome di tutti gli Stati membri, sui vaccini prodotti da sette aziende (Pfizer-BioNTech, AstraZeneca, Johnson & Johnson, Sanofi-Gsk, CureVac e Moderna). Nel corso del 2021, all’Italia dovrebbero arrivare quindi 202 milioni di dosi, in grado di fornire circa un centinaio di milioni di coperture.


© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: