sabato 1 dicembre 2018
Il presidente Diella: «La lettera aperta firmata due mesi fa con altre 31 associazioni darà frutti nella prossima stagione di pellegrinaggi. Restano i problemi sul fronte francese
Un treno di pellegrini diretti a Lourdes organizzato da Unitalsi

Un treno di pellegrini diretti a Lourdes organizzato da Unitalsi

Il pellegrinaggio a Lourdes trasformato in un’odissea, il viaggio in treno – abitualmente 15 ore – in un incubo di 26, malati a bordo divenuti ostaggi di convogli lasciati sempre “in coda” a qualunque altro treno in transito, passeggeri o merci. Ce n’era abbastanza per una sacrosanta protesta tramite lettera aperta, firmata all’inizio di ottobre da 32 associazioni impegnate nei pellegrinaggi in treno verso il santuario pirenaico. Due mesi dopo, la ferma presa di posizione pare aver sortito i primi effetti, anche se Antonio Diella, presidente dell’Unitalsi, resta cauto e distribuisce con realismo motivati meriti e nuove richieste. Puntualizzazioni – perlopiù incoraggianti – che nella “Giornata dell’adesione” il responsabile nazionale tiene a far conoscere.

Qual è la situazione attuale dei treni per Lourdes?
È una situazione che ha sicuramente delle criticità, soprattutto in territorio francese, per l’eccessiva durata del viaggio, la rigidità degli orari di ingresso e di uscita dalla Francia, la necessità di curare meglio le vetture e i loro impianti, i costi complessivi del viaggio. Ma è anche una situazione che offre segnali positivi: a oggi posso dire che si è intrapreso un cammino effettivo di miglioramento con Ferrovie Italiane che speriamo comincerà a dare i suoi frutti già nella prossima stagione di pellegrinaggi.

Dopo la vostra recente denuncia, le Ferrovie dello Stato hanno assunto su queste colonne l’impegno a fare tutto il possibile per migliorare il servizio. Registra già qualche fatto nuovo?
L’Unitalsi realizza, da tutta Italia, la stragrande maggioranza dei treni di pellegrinaggio a Lourdes con malati, volontari e pellegrini, e sta trovando nelle Ferrovie Italiane un interlocutore attento, che ha confermato il suo forte interesse per questo traffico particolare, proseguendo così in una storia che dura da tantissimi anni e che in queste forme non ha corrispettivi in Europa. Siamo impegnati in un confronto nell’interesse di tutto il traffico ferroviario dei pellegrinaggi, da qualunque zona d’Italia provenga, perché devono essere i risultati a dimostrare chi davvero vuole, sia nella qualità del servizio che nei suoi costi, un futuro di vivibilità per i pellegrinaggi in treno e chi invece ne parla soltanto. Devo dare atto a Ferrovie Italiane che il confronto in corso, peraltro iniziato da tempo, ha prospettive che paiono positive.

Come si stanno comportando le ferrovie francesi rispetto alle vostre istanze?
Siamo alla ricerca, come altri, di un dialogo. Anche Ferrovie Italiane ha chiesto di avviare un nuovo tavolo di discussione con gli omologhi francesi. Ci si sta muovendo in più ambiti e con più interlocutori, anche di grande importanza: speriamo che i prossimi mesi ci dimostrino che, a differenza di quanto accaduto negli anni passati, ci sia un concreto risveglio di attenzione e di disponibilità anche nelle Ferrovie Francesi. Insisteremo con tutta la forza di cui siamo capaci.

Cosa chiedete ai vostri interlocutori di qua e di là dal confine per il futuro?
Non chiediamo privilegi ma rispetto e dignità. Sui nostri convogli di pellegrinaggio per Lourdes ci sono sempre anche decine di ammalati: sono innanzitutto persone, i cui bisogni e le cui difficoltà impongono un’attenzione per non aggiungere il disagio alla sofferenza. Sul rispetto e sulla dignità non faremo un solo passo indietro: l’Unitalsi chiede con forza a Ferrovie Italiane di proseguire il cammino che stiamo facendo e a Ferrovie Francesi di aprirsi a un dialogo vero, che ci riconosca come interlocutori e non solo come clienti.

In un mondo nel quale tutto cambia a grande velocità, i viaggi in treno per Lourdes sono destinati a rimanere o conosceranno un’evoluzione?
Sembra incredibile, ma la richiesta di pellegrinaggi in treno nell’Unitalsi è in crescita. I disagi indubbi vissuti in questi anni non hanno fatto venir meno la passione per un’esperienza che è molto più di un viaggio: in treno si costruisce una comunità, si ha il tempo di rinsaldare amicizie e di crearne di nuove, si vive la vicinanza e il servizio a chi soffre con la gioia di potersi donare a vicenda tempo e attenzione. Il treno è ancora necessario – e probabilmente lo sarà ancora molto a lungo – soprattutto per permettere ai malati e ai sofferenti con maggiori difficoltà e che hanno bisogno di sistemazioni e spazi congrui di potersi recare a Lourdes. I viaggi in treno si evolveranno così come i pellegrinaggi in treno. Ciò che conta è che in treno, in aereo o in autobus continui a vivere il desiderio di mettersi in cammino verso l’incontro con Dio, nei suoi santuari, e che in questo cammino ci siano sempre anche i malati, i sofferenti, i poveri, i volontari, i pellegrini. Tutti insieme. L’Unitalsi continuerà a farlo, semplicemente perché questa è la nostra storia e la nostra vita.

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