mercoledì 2 luglio 2014
L’idea non è nuova, mentre lo è lo strumento. Con una app, il panettiere sotto casa a fine giornata potrà comunicare a una "centrale" di avere del pane invenduto a disposizione delle organizzazioni caritative. Con la stessa app, i volontari delle associazioni non profit potranno rintracciare e ritirare l’invenduto da distribuire agli indigenti. Si tratta di breading, una piattaforma digitale inventata da quattro under 30, che hanno già vinto la Start up Live e parteciperanno al Pioneer Festival. Si chiamano Nicolò Melli, Ornella Pesenti, Gabriella Zefferino e Gianmaria Giardino e ieri hanno presentato la loro iniziativa al viceministro alle politiche agricole Andrea Olivero, il quale ha ammesso che «questa app può dare un contributo in modo semplice e lineare» definendo Breading «un bel modo per realizzare economia civile». Una volta conclusa la sperimentazione che i giovani di Breading hanno strutturato a Milano e Bergamo, ha aggiunto, «credo sia possibile condividere i risultati anche con il tavolo delle associazioni di Terzo Settore impegnate contro la lotta alla povertà e che assicurano pasti quotidiani, come il Banco Alimentare, Sant’Egidio e la Caritas» e «sarebbe bello che proprio a Milano, in occasione di Expo 2015, si iniziasse a utilizzare questa app. Un modo per dare concretezza all’aspirazione di Expo 2015: nutrire il pianeta». Breading, hanno spiegato i promotori, permetterà l’incontro tra tutte quelle strutture (panifici, bar, gdo) che a fine giornata si trovano con grossi avanzi di pane e affini, che altrimenti andrebbero buttati, e le associazioni del terzo settore impegnate a sfamare i poveri: funziona attraverso un sistema di geolocalizzazione che permette alle associazioni di essere aggiornate sulle giacenze di fine giornata e sulla localizzazione del punto di ritiro più vicino. I giovani imprenditori hanno tratto l’idea da esperienze nel terzo settore, cogliendo la necessità di una soluzione tecnologica al problema logistico. «Il sistema individua gli attori della filiera distributiva e le quantità quotidiane di pane in eccedenza disponibili – spiegano i fondatori di Breading –; le associazioni ricevono un alert che contiene la quantità messa a disposizione e la localizzazione geografica. Attraverso un meccanismo di proximity le ong possono prenotare il pane e prodotti analoghi, in relazione a un quantitativo medio dichiarato dal produttore in sede di registrazione». In questa fase iniziale il progetto coinvolge 15 associazioni del terzo settore. Si calcola che cinque milioni di italiani soffrono la fame e che ogni giorno si sprecano 13mila quintali di pane.
© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: