sabato 14 maggio 2016
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Lodi. È rientrato a casa e ha pianto Simone Uggetti, il sindaco di Lodi, arrestato lo scorso 3 maggio con l’accusa di turbativa d’asta. Dopo dieci giorni di carcere il primo cittadino lodigiano ha riabbracciato i suoi familiari. Il gip Isabella Ciriaco ha deciso di concedergli i domiciliari alla luce della collaborazione fornita negli ultimi giorni e delle ammissioni rese nell’interrogatorio davanti al pm Laura Siani, durante il quale ha fornito anche le password per la polizia tributaria. Il sindaco si era autosospeso subito dal Pd, e quattro giorni fa, con i suoi avvocati Roveda e Mucciarelli, ha spiegato al pm di aver «sempre agito per il bene della città», confermando il quadro accusatorio, ma provando a chiarire i motivi che lo avrebbero portato a pilotare l’appalto. Secondo l’inchiesta, infatti, Uggetti, assieme all’avvocato Cristiano Marini, anche lui scarcerato ieri, avrebbe «alterato il libero svolgimento della gara» per l’affidamento della gestione di due piscine scoperte di Lodi attraverso «il confezionamento del bando con l’espresso riconoscimento di punteggi che potessero in concreto favorire la Sporting Lodi», società di cui era consigliere Marini. E dagli interrogatori del sindaco e di Marini è emerso che la finalità dell’illecito sarebbe stata controllare i costi delle piscine finora gestite in modo poco oculato e ritenute una sorta di «buco nero» per la città.
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