giovedì 7 dicembre 2017
Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca sono state deferite davanti alla corte europea di Giustizia. Timmermans: non ci si può sfilare dalla solidarietà perché non ci si sente a proprio agio
Ue deferisce Paesi dell'Est per aver rifiutato i profughi da Italia e Grecia

La Commissione europea ha deferito Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca alla Corte europea, nell'ambito del procedimento di infrazione aperto per i mancati ricollocamenti dei richiedenti asilo da Italia e Grecia. I tre Paesi non hanno risposto alle richieste di Bruxelles, ha spiegato il vicepresidente vicario della Commissione europea, Frans Timmermans.

La procedura di infrazione era stata lanciata il 15 giugno scorso. Dopo aver ricevuto risposte insoddisfacenti da parte dei tre paesi, la Commissione aveva deciso di inviare dei pareri motivati il 26 luglio. Malgrado la sentenza della Corte di giustizia dell'Ue del 6 settembre che ha confermato la validità del programma di ridistribuzione tra paesi Ue, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca hanno continuato a violare il loro obbligo di accogliere richiedenti asilo da Grecia e Italia nell'ambito della relocation.

"I tre Stati membri non hanno fornito alcuna indicazione da cui risulti che contribuiranno all'attuazione del meccanismo di
ricollocazione di emergenza", ha spiegato la Commissione in un comunicato. Il deferimento alla Corte "è sempre uno strumento
di ultima istanza", ha aggiunto il vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, augurandosi che i tre paesi dell'Est decidano di partecipare alle relocation perchè ci sono ancora "alcune migliaia" di richiedenti asilo eleggibili in Grecia e Italia malgrado il fatto che il programma sia scaduto in settembre. Timmermans ha però ammesso che "sulla sostanza della questione della solidarietà, la soluzione può essere solo politica". "Non ci si può sfidare dalla solidarietà - ha concluso - perchè non ci si sente a proprio agio".

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