venerdì 16 gennaio 2015
L'uomo era stato picchiato a morte per avere accarezzato un cane. Il gruppo di amici ha protetto l'assassino per mesi. I carabinieri però lo hanno smascherato.
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Per mesi hanno mantenuto il segreto, hanno ripetuto allo sfinimento ai carabinieri una versione studiata a tavolino per evitare al loro amico la galera. Ma alla fine gli investigatori hanno trovato l'anello debole della compagnia formata da tre ragazzi e tre ragazze e hanno scoperto l'assassino di Ioan Popa, un romeno di 52 anni trovato in fin di vita il 15 ottobre scorso all'esterno di un pub a Cusano Milanino (Milano). L'uomo era stato picchiato selvaggiamente e abbandonato sull'asfalto ancora vivo. Passarono altre dieci ore dopo il trasporto in ospedale prima che morisse. A ucciderlo sarebbe stato Rocco Rendina, un 22enne di Milano senza precedenti, che lo ha aggredito a calci e pugni dopo una breve discussione iniziata perché la vittima ha accarezzato il suo amato dogo argentino. La ricostruzione Erano le 2 del 15 ottobre. I sette amici erano all'esterno del "Blue Ship", un pub in via Ferrari. Tutti ragazzi tra i 18 e i 22 anni, incensurati e per lo più originari di Milano. Avevano trascorso la serata nel locale di Cusano e ora stavano per salutarsi dopo la chiusura. Alle 2.05 il proprietario aveva abbassato la saracinesca, li aveva salutati (erano clienti noti) ed era andato via. Pochi secondi dopo era arrivato Popa, che forse aveva bevuto un pò troppo, non abbastanza da essere molesto ma a sufficienza per attaccar bottone con un gruppo di sconosciuti. Ha raccontato di essere un esperto di dogo e di sapere bene come trattarli perché suo zio aveva un allevamento in Romania, quando però ha provato ad accarezzare l'animale, Rendina lo ha aggredito colpendolo duramente a calci e pugni (secondo l'autopsia anche con un corpo contundente) fino a lasciarlo esanime. I suoi amici non hanno mosso un dito, hanno osservato impietriti senza provare a fermarlo. Quando è stato chiaro a tutti che la situazione era pericolosa hanno deciso di spostarsi a Cormano (Milano) per elaborare un piano. "All'appuntamento Rendina ha vomitato a causa della tensione - raccontano i carabinieri di Sesto San Giovanni che hanno risolto il caso -. Gli altri hanno stabilito che qualunque cosa fosse accaduta avrebbero dovuto dire che lui non era con loro". Mentre la comitiva organizzava il piano, attorno alle 2.40 il proprietario del locale è tornato al pub per recuperare una bottiglia di alcol che avrebbe voluto bere con gli amici e ha trovato il romeno privo di sensi. Il trasporto all'ospedale Niguarda è stato inutile, troppo violento il pestaggio. Le indagini si sono subito concentrate su un paio di ragazzi presenti quella sera all'esterno del locale, conosciuti solo di vista dal titolare. La conclusione della vicenda I carabinieri hanno ricostruito il gruppo senza arrivare a Rendina, li hanno convocati per ascoltarli e i sei hanno risposto alle domande senza esitazione, fornendo gli stessi dettagli con precisione. Troppa precisione secondo i militari, che con una serie di interrogatori incrociati hanno infine trovato una falla nel racconto di una ragazza che li ha condotti al 22enne. Lui non è stato altrettanto ostinato nel negare, ha ammesso subito.
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