venerdì 8 febbraio 2019
Ricorre la memoria liturgica di santa Bakhita simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro la tratta. Stasera la veglia e domenica la marcia di sensibilizzazione a Roma
La giornata contro la tratta: la preghiera per le vittime

“Insieme contro la tratta”. È il tema che caratterizza la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone. Spinge e costringe a porsi delle domande come quelle su cui si è interrogato anche padre Michael Czerny, sotto-segretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale: "Perché la depravazione del traffico umano persiste nel 21.mo secolo?". "Semplicemente perché la tratta, ha aggiunto, è molte redditizia? Cosa possiamo fare per arginare ed eliminare il traffico di esseri umani?". Interrogativi intrisi di sofferenze indicibili e racconti di orrori vissuti sulla pelle e perpetrati ancora oggi, ogni giorno, in diversi Paesi del mondo. È attraverso questo intreccio, denso di angoscia e sgomento, che si è articolata, stamani, la conferenza stampa per la presentazione della Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta delle persone, promossa dall'Unione Internazionali delle Superiore e dei Superiori Generali.

La scelta dell’8 febbraio non è casuale: è il giorno in cui ricorre la memoria liturgica di san Bakhita, suora canossiana di origine sudanese, divenuta simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro la tratta.

CHI ERA SANTA BAKHITA?

Esistono vite la cui storia è un inno alla speranza che consola. Tra di esse c'è quella di santa Giuseppina Bakhita, suora canossiana morta a Schio (Vicenza) nel 1947. I primi anni della sua esistenza – era nata nel 1868 in Darfur – furono segnati dalla schiavitù: tra il 1877 e il 1882 passò da un padrone all'altro, tra atroci sofferenze. Venne poi comprata dal console italiano di Karthoum, Callisto Legnani, che, una volta tornato in Italia la affidò a una famiglia di amici di Mirano (Venezia) e diventò la bambinaia della figlia Alice. Per un periodo venne quindi inviata assieme alla bimba nel collegio retto dalle Canossiane a Venezia. Qui conobbe Cristo e trovò la vocazione: nel 1890 ricevette il Battesimo e nel 1896 emise i voti. Da religiosa a Schio, poi, fu per 50 anni un esempio di santità. (Matteo Liut)


Il comitato internazionale della Giornata mondiale ha organizzato per l’occasione due incontri, che si terranno a Roma l’8 e il 10 febbraio. Venerdì, a partire dalle 18, la basilica di Sant'Antonio in via Merulana ospita una veglia di preghiera presieduta da padre Michael Czerny e padre Fabio Baggio, sottosegretari alla Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Nel corso dell’incontro, animato da giovani e consacrate, sono previsti momenti di testimonianza di impegno comune contro la tratta.

Sempre a Roma, domenica 10 febbraio, si svolgerà una marcia di sensibilizzazione, che partirà alle 10 da Castel Sant’Angelo e si concluderà in piazza San Pietro, alle 12, per partecipare alla preghiera dell’Angelus con papa Francesco.

Ed ecco la preghiera per le vittime della tratta, pubblicata a conclusione del documento "Orientamenti pastorali sulla tratta di persone"pubblicato lo scorso 17 gennaio dal Dicastero vaticano per lo sviluppo umano integrale, sezione Migranti e rifugiati.


Padre Onnipotente Ti ringraziamo per l’esempio di Santa Giuseppina Bakhita.

Santa Giuseppina Bakhita, ti hanno ridotto in schiavitù da bambina; ti hanno venduta e comprata; ti hanno trattato con brutalità.
Intercedi, ti imploriamo, per tutti quelli che sono prigionieri della tratta e della schiavitù, affinché gli aguzzini restituiscano loro la libertà e questo male sia cancellato dalla faccia della terra.

Santa Giuseppina Bakhita, quando ti è stata ridata la libertà, non hai permesso alle tribolazioni patite di definire la tua vita. Hai scelto, invece, la via della bontà e della generosità.
Aiuta quanti sono accecati dall’avidità e dalla lussuria e calpestano i diritti umani e la dignità dei loro fratelli e sorelle. Aiutali a spezzare le catene dell’odio, a ritrovare la propria umanità, e a imitare la tua bontà e generosità.

Carissima Santa Giuseppina Bakhita, la tua libertà ti ha condotto a Cristo e alla Chiesa. Dio ti ha poi chiamata alla vita religiosa come religiosa canossiana. Sei stata un esempio di carità, misericordia e gioiosa mitezza nella tua vocazione.
Aiutaci ad imitare il tuo esempio, specialmente quando siamo tentati di ignorare gli altri, di non andare in loro aiuto, di respingerli o addirittura di maltrattarli e sfruttarli.
Intercedi per noi affinché la presenza gioiosa di Cristo riempia i nostri cuori come riempì il tuo.

O Dio d’amore, fa’ risplendere su questo mondo afflitto la luce della Tua misericordia.
Fa’ che irrompa dove le tenebre sono più fitte.
Porta la salvezza agli innocenti che patiscono violazioni e abusi. Converti i malvagi che li opprimono e li tengono prigionieri.
Dona a tutti noi la forza di crescere nella vera libertà dell’amore per Te, per il prossimo e per la nostra casa comune.

Amen



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