sabato 25 novembre 2017
La mamma della bambina, di origine nigeriana come il presunto stupratore, aveva accompagnato la bimba dal medico a causa di un mal di pancia. Qui la scoperta degli abusi
Incinta a 11 anni. Arrestato un 35enne amico di famiglia
COMMENTA E CONDIVIDI

Incinta di quasi cinque mesi a 11 anni a seguito di presunte violenze di un 35enne che è stato arrestato nei giorni scorsi dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale. A scoprire la gravidanza la mamma della bambina, di origine nigeriana, che preoccupata per il rigonfiamento all'addome della figlia l’ha accompagnata in ospedale dove i sanitari hanno accertato che a causare la pancia gonfia era l’avanzato stato di gravidanza. Secondo i primi accertamenti la bambina da alcuni mesi sarebbe stata vittima delle violenze dell’uomo, anch'esso nigeriano, che era ospite di parenti della bimba, ai quali la ragazzina insieme ai fratelli veniva affidata dai genitori quando questi erano fuori di casa per lavoro.

All’inizio della prossima settimana sarà inoltre eseguita la comparazione tra il Dna della bambina e quello del 35enne amico di famiglia, accusato di avere abusato più volte della piccola, ora rinchiuso in una cella del carcere di Torino. Successivamente, gli inquirenti ascolteranno le sorelle della giovane vittima, per capire se anche loro hanno subito violenze. Quindi toccherà ai genitori e, infine, al 35enne, che dovrà spiegare cosa è successo in quell’appartamento nel quartiere Barriera di Milano. L’uomo, che è difeso dall’avvocato Manuel Perga, al momento si è avvalso della facoltà di non rispondere.

L'arcivescovo Nosiglia: è come uccidere una persona

"È non solo sbagliato, è un delitto vero e proprio, fare questo è uccidere una persona, e farlo a un minore significa condizionarlo per sempre. Tanto più se la violenza arriva da un educatore o comunque da una persona di cui ci si fida". Così l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, ha commentato lo stupro ai danni della bambina, di origine nigeriana, di undici anni rimasta incinta a Torino.

"Purtroppo - ha detto Nosiglia, interpellato dai giornalisti mentre faceva la spesa per il Banco Alimentare - sappiamo che questi fatti capitano. A volte vengono a galla, a volte no, ma ce ne sono molti di più di quanti pensiamo. La ricerca del piacere e del potere presente in tante persone che sembrano esteriormente normali credo dipenda da una cultura, che è andata crescendo, in cui il dominio degli altri, dei più deboli, è vista come una cosa scontata" "È una cultura - ha aggiunto - che è diventata pansessualista, per cui si può dare sfogo agli impulsi sessuali in qualsiasi modo e in qualsiasi forma. Ma usare la violenza sessuale è un delitto e va punito".

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: