Puglia. Tap, dopo la sentenza del Tar torna la protesta


venerdì 21 aprile 2017
Trecento attivisti di nuovo mobilitati. Obiettivo bloccare l'espianto degli ultimi ulivi
Tap, dopo la sentenza del Tar torna la protesta

Tornano le barricate nell'area del cantiere Tap, a Melendugno: dopo il verdetto del Tar Lazio che ieri ha dato il via libera all'azienda per riprendere le operazioni di espianto degli ulivi nella zona dove arriverà il gasdotto, respingendo così il ricorso della Regione Puglia, gli attivisti 'No Tap' sono nuovamente sul piede di guerra. In circa 300 sono presenti sul posto e nella notte hanno eretto ancora delle barricate. Intanto, il ministro dell'Ambiente Galletti ribadisce: l'opera non ha nulla contro l'ambiente, anzi, portiamo il gas che ci serve per migliorare il nostro mix energetico e per essere più indipendenti dalle fonti fossili dannose, petrolio e carbone.

Resta ferma al momento la ripresa degli espianti degli ulivi nell'area del cantiere del consorzio Tap, in località "San Basilio", a San Foca di Melendugno. In queste ore gli attivisti di No Tap che dalla scorsa notte sono tornati nuovamente a presidiare numerosi la zona, sono impegnati a definire le prossime strategie. L'obiettivo - a quanto si è saputo - è resistere agli espianti degli ulivi fino al 30 aprile, in quanto dal primo maggio, per legge, le piante non si possono più eradicare e devono essere messe a riposo fino al prossimo autunno.


Il Tar del Lazio ieri ha respinto il ricorso della Regione Puglia contro i lavori di espianto di ulivi nell'area del gasdotto Tap, a Melendugno. I lavori di espianto e spostamento degli ultimi 12 ulivi (su 211 da trasferire) possono dunque ricominciare. La decisione è giunta un giorno dopo la discussione del ricorso in Camera di consiglio. Il 6 marzo era stato lo stesso Tribunale amministrativo a sospendere gli espianti con decreto cautelare, accogliendo la richiesta d'urgenza della Regione.

Il ricorso presentato dall'avvocato Mariano Alterio era fondato sulla convinzione che Tap non avesse ottemperato alla prescrizione A44 della Valutazione di impatto ambientale(relativa proprio alle modalità di espianto degli ulivi) e che il ministero dell'Ambiente avesse superato le proprie competenze, rilasciando le note autorizzative. Il Ministero,dal canto suo, aveva chiarito nella sua memoria come la prescrizione fosse ottemperata e l'espianto autorizzato.

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