giovedì 20 dicembre 2018
Botta e risposta con il ministro Salvini che a Radio Anch'io aveva criticato il contributo assegnato dalla legge anche ad Avvenire. Tarquinio: «Se è così attento ai poveri, restituisca i 49 milioni»
Il presidente Mattarella riceva dal direttore Marco Tarquinio la copia che segna i 50 anni di Avvenire (30 novembre 2018, foto Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica

Il presidente Mattarella riceva dal direttore Marco Tarquinio la copia che segna i 50 anni di Avvenire (30 novembre 2018, foto Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica

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Solo ieri la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati affermava che le istituzioni dovrebbero supportar con ogni mezzo il pluralismo e la libertà di stampa. Lo diceva porgendo gli auguri, per la prima volta nella sua veste di seconda carica dello Stato, al tradizionale incontro di Natale con l'Associazione stampa parlamentare. Parole tempestive, visto che in questi giorni il tema dei tagli ai fondi dell'editoria è all'ordine del giorno. Lo stesso presidente Sergio Mattarella, alla cerimonia dello scambio degli auguri al Quirinale, aveva sottolineato la "centralità del pluralismo nell'assetto dell'ordine istituzionale" e, in particolare, la "centralità del pluralismo dell'informazione".

Parole che pesano, ma che non hanno indotto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a pesare le sue, di parole, quando stamattina intervenuto a Radio Anch'io sui tagli all'editoria annunciati dal sottosegretario Vito Crimi ha sottolineato che "nel momento in cui si chiedono sacrifici agli italiani" ci sono "130 milioni di euro dei cittadini che faticano a tirare fino a fine mese che si danno ogni anno ai giornali". "Io spero che abbia lunghissima vita - ha poi aggiunto - ma se Avvenire, tanto per fare un esempio, che è il giornale dei Vescovi, prende 6 milioni di contributi pubblici dai cittadini italiani, penso che una parte di quei soldi possano essere spesi per chi è davvero in difficoltà, o sbaglio?".

Un attacco frontale, personalizzato, gratuito, nei confronti di un giornale da sempre attento ai bisogni e ai diritti degli esclusi, che negli anni è stato in prima fila a fianco di “Alleanza contro la povertà” nell’incalzare Governi di diverso colore per politiche di sostegno inclusive e che nei mesi scorsi non ha mancato di far sentire la sua documentata voce critica su provvedimenti controversi come il Decreto sicurezza. Un attacco, ancora, che non poteva lasciare indifferenti i vertici di questo giornale. Il direttore Marco Tarquinio, interpellato sull'argomento da Gr1, ha replicato: "C'è qualche politico che ieri come oggi non sopporta che ci sia una libera stampa in questo Paese. Non c’è il problema di un “Avvenire” beneficiato, c’è per qualcuno il problema di un “Avvenire” scomodo. Comunque, un ministro dell'Interno così sollecito nei confronti delle persone in disagio economico potrebbe magari dare il buon esempio cominciando con la restituzione immediata dei 49 milioni di euro che la Lega deve allo Stato e che non si sa dove siano finiti".

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