sabato 23 dicembre 2017
Sottoscritto dopo quasi dieci anni di attesa l'accordo che riguarda circa 250 mila ministeriali, dipendenti delle agenzie fiscali ed enti pubblici. Ok di tutti i sindacati tranne Usb, Cgs e Cisal
Aumento e meno precarietà: ecco il nuovo contratto per i 250mila statali
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Sottoscritto questa mattina alle 4, dopo quasi dieci anni di attesa, l'accordo per il nuovo contratto degli statali per il triennio 2016-2018. L'intesa riguarda circa 250.000 ministeriali, dipendenti delle Agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Dopo un trattativa fiume l'accordo è stato siglato tra Aran, Cgil, Cisl, Uil e Confsal. Non hanno firmato Usb, Cgs e Cisal. Ora il contratto va al governo per l'approvazione, poi alla Corte dei Conti per la verifica contabile e dopo il via libera ritorna all'Aran per la sottoscrizione finale. Si tratta di un'intesa che fa da apripista agli altri comparti che mancano, Istruzione, Sanità ed Enti locali. Ecco i capisaldi dell'accordo.

VALIDITÀ E COMPARTI Il contratto è valido per il triennio 2016/2018 e riguarda le Funzioni Centrali cioè i lavoratori dei ministeri, delle agenzie e degli enti pubblici non economici come Inps e Inail, per un totale di 247.000 dipendenti.

INCREMENTI ECONOMICI L'aumento medio mensile è pari, a regime, a circa 85 euro lordi sullo stipendio base. Gli incrementi economici sono in linea con l'accordo del 30 novembre 2016 e sono fatti salvi gli 80 euro del bonus Renzi. La forbice di aumenti sullo stipendio base va dai 63 ai 117 euro mensili lordi a regime. A questo aumento tuttavia va aggiunto un assegno per dieci mensilità tra i 21 e i 25 euro per le retribuzioni più basse, mentre alcune amministrazioni potranno erogare un bonus supplementare a tutela della perdita del bonus fiscale di 80 euro. La tranche di aumenti per il 2018 dovrebbe scattare da febbraio-marzo.

ESTENSIONE DEI DIRITTI Ci sono tutele nuove per le malattie gravi: per le visite specialistiche, terapie ed esami diagnostici non si perderà più l'intera giornata ma solo le ore necessarie. Per le donne vittime di violenza, dopo i tre mesi di congedo previsti dalla legge, il contratto garantisce altri tre mesi di aspettativa. Estese inoltre le norme sul diritto allo studio includendo i lavoratori a termine e riconoscendo anche il diritto a svolgere la formazione prevista da albi o ordini, si potenzia e si rende più esigibile la formazione e si introduce il libretto formativo.

DIRITTI CIVILI Vengono introdotte tutele per lo stress lavoro correlato e i fenomeni di 'burn out'. Mantenute le tutele previgenti a partire dall'articolo 18 e l'orario di lavoro a 36 ore. Ridotta la precarietà.

RELAZIONI SINDACALI Ripristinate le relazioni sindacali con strumenti di informazione, confronto e contrattazione integrativa. Istituito,inoltre, un Comitato paritetico che ha il compito di analizzare i progetti delle amministrazioni e che può anche proporne di propri.

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