mercoledì 7 febbraio 2018
Ha superato con successo il suo volo di prova il gigante dello spazio Falcon Heavy, il razzo della SpaceX di Elon Musk
Con la decappottabile su Marte. Riuscito il lancio del super razzo di Musk
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Il riscatto americano nella riconquista dello spazio riparte dalle note di “Life on Mars” di David Bowie e dalla scommessa di un privato, dopo il ridimensionamento che ha avuto la Nasa sotto l’Amministrazione Obama. Mercoledì 6 febbraio 2018, infatti, ha superato con successo il suo volo di prova il gigante dello spazio Falcon Heavy, il razzo della SpaceX, l’industria aereospaziale di Elon Musk, vettore destinato a restituire agli Stati Uniti la capacità di portare in orbita equipaggi umani e, in una sua prossima versione, perfino di viaggiare verso Marte. Per il momento la Falcon Heavy si è accontentato di trasportare con il suo razzo la Tesla Roadster, l’auto elettrica rossa nata nell’altra grande azienda di Musk, che si occupa appunto di produrre veicoli elettrici, pannelli fotovoltaici e sistemi di stoccaggio energetico. Il lancio, senza equipaggio, è avvenuto con successo appunto sulle note della celebre canzone del Duca bianco Bowie, dalla piattaforma storica del Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida), la 39A, la stessa costruita per le missioni Apollo e poi adattata per lo Space Shuttle e che ora è stata concessa in affitto a Musk. Il lancio è stato perfetto.

Con tutti i moduli – i razzi laterali e le parti del vettore – recuperati. Proprio questa era una delle fasi più delicate del progetto di SpaceX, infatti il recupero e il riuso di tutti i componenti, rispetto ai vettori del passato, permetterà un forte abbattimento dei costi. Dopo il lancio, il terminale del razzo ha raggiunto posizione orbitale prevista per rilasciare la Tesla Roadster sulla traiettoria ideale per Marte. Alla guida dell’auto un pilota d’eccezione, Starman, un manichino con tanto di tuta spaziale. Ma al di là delle note di colore, il vero aspetto importante sono le caratteristiche del razzo. È alto 70 metri, è riutilizzabile ed è in grado di trasportare carichi davvero eccezionali: oltre 54 tonnellate in orbita bassa, compresa fra 160 e 2mila chilometri dalla Terra, e oltre 22mila chilogrammi nell’orbita geostazionaria, che si trova a quasi 36mila chilometri di quota.

Ora le aspettative sono altissime perché il prossimo passo sarà utilizzare il Falcon Heavy per portare in orbita equipaggi umani. Quando questo avverrà, per la prima volta dopo il pensionamento dello Shuttle, gli Stati Uniti – grazie ai privati - saranno in grado di trasportare astronauti in orbita, una capacità che oggi hanno soltanto Russia e Cina, che da un punto di vista spaziale sono più avanti. Tuttavia, l’ambizione di SpaceX prevede anche di modificare ulteriormente il suo gigante dello spazio perché possa fare da apripista per le future missioni umane su Marte. Un ambizione tutta da verificare però, anche perché i problemi per andare sul pianeta rosso sono in realtà ben altri, come per esempio permanenza degli umani su Marte.

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