lunedì 30 gennaio 2017
In Italia sono quasi 30mila i bambini che vivono fuori dalla famiglia. Sos Villaggi dei bambini ne accoglie 395 in 7 strutture. Fino all'11 febbraio una campagna di raccolta fondi con Sms 45522.
Il Villaggio di bambini di Trento

Il Villaggio di bambini di Trento

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Sono oltre 91mila i minorenni che hanno subito maltrattamenti nel nostro Paese (9,5% della popolazione minorile) e quasi 30.000 (28.449) i bambini che in Italia vivono separati dalla loro famiglia. Il 37% di loro per grave incapacità dei genitori nel rispondere ai bisogni evolutivi dei propri figli o perché hanno subito maltrattamenti e abusi.

Per sostenere il percorso di crescita dei bambini e ragazzi che vivono fuori dalle famiglie d’origine e sono accolti nei 7 Villaggi in Italia, SOS Villaggi dei Bambini lancia la campagna di sensibilizzazione e raccolta

fondi “Nessun bambino nasce per crescere da solo” affinché ai più piccoli venga sempre garantito un futuro. Senza mai dimenticare il rapporto con la famiglia d’origine, SOS Villaggi dei Bambini si prende cura anche dei loro genitori supportandoli nelle loro difficoltà. Sos Villaggi dei Bambini ha la missione di proteggere e accogliere bambini e ragazzi italiani e minori stranieri soli, affiancarli in un cammino di crescita, sviluppare progetti per l’integrazione sociale e migliorare le loro prospettive.

Dal 29 gennaio al 11 febbraio si può sostenere questa campagna inviando un Sms o chiamando da rete fissa il numero solidale 45522 per garantire a un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi il calore di una casa e pari opportunità di successo. Perché “nessun bambino nasce per crescere solo”.


In Italia esistono 7 villaggi SOS che accolgono 395 bambini e ragazzi, di cui nel 2015 ci sono stati 49 stranieri: Trento, Ostuni (BR), Vicenza, Morosolo (VA), Roma, Saronno (VA) e Mantova. Nei Villaggi Sos i bambini sperimentano un ambiente familiare: la comunità è caratterizzata dalla residenzialità degli operatori; dalla struttura architettonica a unità familiari; dall’accoglienza fino a massimo sei bambini in ciascuna comunità; dall’accoglienza congiunta dei fratelli.

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