Azzardopoli. Slot, concessione revocata a Corallo


Antonio Maria Mira venerdì 31 marzo 2017
Dopo l'arresto per lo scandalo che aveva coinvolto anche Fini. I Monopoli: «Situazioni anomale e comunque sintomatiche di condotte illecite attribuibili ad un’impresa aggiudicataria»
Slot, concessione revocata a Corallo

Niente più concessione alla Global Starnet, la società già Bplus Giocolegale del 're delle slot' Francesco Corallo. Una delle '12 sorelle' di azzardopoli. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha infatti comunicato la «decadenza della concessione per la gestione della rete telematica» di slot e Vlt per «esaurimento del rapporto fiduciario tra lo Stato e il concessionario ». Una decisione che giunge alla fine di un procedimento partito il 13 dicembre 2016, con l’arresto di Corallo nell’operazione 'Rouge et noir' della Dda di Roma, con l’accusa di associazione a delinquere, peculato, riciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, che ha coinvolto anche l’ex presidente di An, Gianfranco Fini.

Nella comunicazione dei Monopoli, inviata anche alla Prefettura di Roma e all’Anac presie- duta da Raffaele Cantone, si parla di «accertata sussistenza di situazioni anomale e comunque sintomatiche di condotte illecite attribuibili ad un’impresa aggiudicataria», di «comportamenti illeciti sotto il profilo fiscale e penale o rilevanti sotto il profilo della responsabilità contrattuale; irregolarità e inefficienze gestionali; attitudini illecite e/o scorrette sul piano dei rapporti con l’Erario, o condizionamenti interni alla gestione societaria». E come esempio di violazione del principio di fiducia che deve sussistere tra Stato e concessionario, si cita il presunto intervento politico sul decreto legge 78 del 2009 che avrebbe consentito a Corallo di diventare leader delle 'macchinette'. La Global Starnet, uno dei 12 concessionari, ha attualmente circa 60mila slot su un totale di 418mila (seconda dopo Lottomatica), e più di 6mila Vlt su un totale di 55mila (sempre dopo Lottomatica). La società annuncia «ricorso presso tutte le sedi giurisdizionali competenti per il riconoscimento dei propri diritti», sostenendo di aver «sempre onorato gli impegni contrattuali e la fiducia versando alle casse dello Stato oltre un miliardo di euro l’anno». Ma ora cosa succederà? Saranno bloccate tutte le 'macchinette'? Non subito.

E proprio per non perdere le ricche entrate per l’Erario, circa un decimo di quanto paga tutto il sistema azzardo e un quinto delle sole 'macchinette'. Come spiegano i Monopoli, ora scatta «un periodo transitorio di sei mesi, in considerazione del fatto che la cessazione immediata dell’attività potrebbe determinare dannose soluzioni di continuità del servizio e la mancata acquisizione di entrate erariali». E dopo? La legge non prevede un nuovo bando per far subentrare le altre undici concessionarie. Ma i distributori di slot e Vlt, i baristi e i gestori di sale potranno rivolgersi a un’altra delle società per riattaccare le 'macchinette'. Insomma soldi assicurati a tutti, Stato compreso. Ma potrebbe accadere altro ed è l’ipotesi più probabile, cioè il commissariamento. Lo scorso 10 febbraio Cantone aveva infatti chiesto al prefetto di Roma di commissariare la società di Corallo, auspicando che fosse revocata la concessione. Peraltro l’Agenzia dei Monopoli, come comunicato all’Anac alla fine di dicembre, proprio dopo gli arresti, aveva avviato il procedimento di decadenza. Dopo due mesi, non avendo visto nulla, Cantone ha deciso di proporre il commissariamento, ma insistendo sulla necessità della revoca della concessione. Ora questa è arrivata ma potrebbe essere imminente l’intervento del prefetto. Le due procedure, infatti, viaggiano su strade diverse. Anche alla luce della decisione dei Monopoli, nei prossimi giorni ci saranno degli incontri per capire come procedere, ma appare quasi certo che almeno per i prossimi mesi la Global Starnet sarà guidata da un commissario.

© Riproduzione riservata

ARGOMENTI: