venerdì 11 luglio 2014
​Accordo in extremis. Renzi: giornata storica, non temo l'aula.
LA SCHEDA I punti chiave della riforma  
Giunta della Camera: sì all'arresto di Galan
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​Passa in commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama anche l’emendamento decisivo, quello sull’elezione indiretta dei senatori. Lo scoglio più difficile è stato superato e ora lunedì prossimo cominceranno le votazioni in aula. Salvo sorprese, per il testo ora il cammino è tutto in discesa. Renzi, al termine del Consiglio dei ministri, è apparso particolarmente soddisfatto. Con i giornalisti ha parlato di «giornata storica per il Paese, dopo anni di rallenty». Il premier ha anche rimandato al mittente le critiche più dure sull’impianto delle sue riforme: «Mi piacerebbe tanto discutere nel merito delle questioni, perché quanto sento dire che stiamo andando verso una deriva autoritaria mi si stampa sul volto un sorriso». Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, che ha ringraziato la Commissione - e la sua presidente Anna Finocchiaro - per aver prodotto «un buon testo», rispettando «l’impegno a licenziarlo entro oggi [ieri per chi legge, Ndr]», ha subito indicato la nuova meta: «Una volta approvato il testo del Senato torneremo immediatamente a dedicarci alla legge elettorale». Plaude il Pd con i vicesegretari Guerrini e Serracchiani: «Si compie un importante passo avanti per il Paese sul cammino del cambiamento». Al coro si è unito anche il capogruppo al Senato di Forza Italia, Paolo Romani, che ha dovuto fronteggiare un forte dissenso interno da parte di una ventina di senatori. Masticano invece amaro tutti quei senatori trasversali favorevoli a un Senato eletto dai cittadini, dai democratici Chiti e Mineo, all’azzurro Minzolini, ai Cinquestelle: la maggioranza Pd-Fi-Lega-Ncd è tale da non impensierire il governo su eventuali voti contrari in aula. Renzi è stato categorico: «Non ho paura del voto, le previsioni dei gufi non si sono mai avverate». E si è detto disponibile a un nuovo incontro con il M5S sulla legge elettorale, anche per la prossima settimana.Il via libera al testo è arrivato nel pomeriggio di ieri, dopo che una serie di discussioni e di messe a punto avevano fatto ipotizzare un ennesimo rinvio. Decisivo pare sia stato l’incontro pomeridiano tra esponenti di Forza Italia e esponenti di Ncd, durante il quale sono state dipanate tutte le perplessità. Come chiedeva Berlusconi, l’elezione dei 95 senatori da parte dei Consigli regionali sarà proporzionale sia agli abitanti di ciascuna regione sia ai voti effettivamente conquistati durante le elezioni regionali e non ai seggi. In questo caso, insomma, conteranno i consensi realmente ottenuti dagli elettori senza considerare soglie di sbarramento o premi di maggioranza. Roberto Calderoli, correlatore della legge e rappresentante della Lega, si è astenuto sul voto finale perché non condivide alcune norme transitorie che entreranno in vigore per costituire la prima assemblea del nuovo Senato, in attesa che la nomina da parte dei consiglieri regionali (prevista contemporaneamente alle elezioni regionali) entri definitivamente a regime.
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