giovedì 24 settembre 2015
​​Continua in aula lo scontro sui milioni di emendamenti presentati da Calderoli. Polemica anche sulla mancata calendarizzazione del ddl sulle unioni civili.  
Nuovo Senato, la maggioranza trova l'accordo
COMMENTA E CONDIVIDI
​Continua lo scontro sulla riforma del Senato tra maggioranza e opposizioni legato agli 85 milioni di emendamenti al ddl Boschi presentati dal leghista Roberto Calderoli. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha fatto sapere che non accetterà il tentativo di bloccare Palazzo Madama, definendo la valanga di modifiche proposte dalla lega come «offesa alla dignità delle istituzioni». Proprio a Grasso ha replicato stamattina in aula Calderoli: «Gli consiglio - ha detto il leghista - di leggere il regolamento, dove non c’è un tetto al numero di emendamenti, pertanto tutto quello che è consentito si può fare». Intanto l'aula ha bocciato la richiesta delle opposizioni di non passare all’esame degli articoli del ddl Riforme, con 165 no: i lavori quindi andranno avanti dopo la riunione dei capigruppo che stabilirà il calendario del provvedimento. La maggioranza intende votare il ddl riforme entro l’8 ottobre, quindi prima quindi dell’inizio della sessione di bilancio prevista per il 15. In aula è intervenuta la stessa Boschi criticando duramente l'ostruzionismo della Lega. «Abbiamo sempre riconosciuto il valore sacro del Parlamento, ed è un valore di sicuro più alto del generare automaticamente degli emendamenti, crediamo nel Parlamento e non in un algoritmo». Il governo, ha voluto chiarire Boschi - non lascerà nulla di intentato per un accordo ampio, ma allo stesso modo non accetterà veti da parte di nessuno. «È la volta decisiva - ha affermato Boschi al Senato - . Con le nostre riforme, con le vostre riforme, l’Italia è tornata ad esser terra di opportunità. Siamo a un passo dal traguardo». Durissima la replica al ministro di Calderoli: «Il suo intervento non so se mi ha ricordato di più una lettura di una paginetta di Wikipedia sulla storia della Costituzione o la discussione di una tesina di laurea». Il nodo delle unioni civili. In un'intervista a Repubblica il minsitro mostra ottimismo sull'iter della riforma ma avverte anche l'estrema sinistra: rischiano di slittare le unioni civili. Sui tempi di approvazione della riforma, dice Boschi, "ce la faremo prima della sessione di bilancio. Certo il rischio ora, anche per colpa delle migliaia di emendamenti di Sel, è che slittino le unioni civili, che noi volevamo approvare prima del 15 ottobre". Le affermazioni della Boschi hanno subito sollevato un polverone a cui si è aggiunta la mancata calendarizzazione per lunedì prossimo (come chiedevano invece Sel e M5s) del ddl Cirinnà. "È vergognoso il maldestro tentativodel governo di far ricadere la colpa su Sel per giustificare lamancata calendarizzazione del ddl sulle unioni civili" ha detto la senatrice Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto ecapogruppo di Sel a palazzo Madama. "Il Pd ha detto no. Questo icittadini devono saperlo. Perché al Pd delle unioni civili nongliene frega nulla" ha commentato il portavoce del M5S Gianluca Castaldi al termine della Capigruppo.  
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: