venerdì 26 ottobre 2012
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al di sotto dell’interesse generale, nella vita - sovente - ciascuno difende i propri interessi particolari. Sembra farlo anche Aurelio Regina che, dall’alto della propria vicepresidenza di Confindustria, anziché formulare proposte sullo sviluppo (di cui ha la delega), si è esercitato ieri nella stroncatura del contributo del 3%, sopra i 150mila euro lordi di reddito, da destinare a quegli esodati che si trovano oggi senza stipendio né pensione. Con la motivazione che colpirebbe «quanti ancora spendono, minacciando i consumi». Per carità, una tassa in più non fa piacere a nessuno e, probabilmente, si possono trovare anche altre soluzioni.  Vorremmo ricordare però a chi si assume l’onere di bocciare una proposta su un tema lancinante per decine di migliaia di famiglie, che dovrebbe dimostrare il suo concetto di solidarietà avvertendo anche la responsabilità di indicare un’alternativa. Come per i governi si invoca la sfiducia costruttiva, ci vorrebbe quasi l’obbligo di fare "dichiarazioni costruttive". Altrimenti, si rischia di rendere la propria priva di valore. Ristretta nel recinto di una difesa pregiudiziale di non si sa più bene quale interesse.
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