mercoledì 6 maggio 2015
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​La trattativa tra governo e sindacati sulla riforma della scuola verte soprattutto su tre grandi questioni.

1) Meno potere ai presidi su offerta formativa e premi al merito, ma resta la possibilità di scegliere i docenti.

2) Agli abilitati all'insegnamento che non saranno tra i 100mila assunti di settembre sarà riservato un concorso con 60mila posti.

 3) Sarà recuperato il dialogo con i sindacati: le sigle saranno convocate al Senato quando il Ddl arriverà a Palazzo Madama.

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