Scuola. Save the Children: quasi un alunno su due non ha accesso alla mensa


mercoledì 6 settembre 2017
Save the children: “il 48% degli alunni non ha accesso al servizio mensa”. Registrate disparità di offerta, tariffe e compartecipazione ai costi
Save the Children: quasi un alunno su due non ha accesso alla mensa

Quasi metà degli alunni (il 48%) delle scuole primarie e secondarie di primo grado in Italia non ha accesso alla mensa scolastica. L'assenza di regole condivise, inoltre, contribuisce all'ampia disparità nelle modalità di accesso e di erogazione del servizio. A rilevarlo è il rapporto "(Non) Tutti a Mensa 2017", quarta edizione del monitoraggio realizzato da Save the Children alla vigilia dell'inizio dell'anno scolastico.

Il quadro che emerge è allarmante: in 8 regioni italiane oltre il 50% degli alunni, più di 1 bambino su 2, non ha la possibilità di accedere al servizio mensa. La forbice tra Nord e Sud continua a essere ampia, con cinque regioni del Meridione che registrano il numero più alto di alunni che non usufruiscono della refezione scolastica: Sicilia (80%), Puglia (73%), Molise (69%), Campania (65%) e Calabria (63%).

Un quarto dei Comuni monitorati, segnala il rapporto, non prevede l'esenzione totale dal pagamento della retta, così come le tariffe minime e massime sono disomogenee.

“L’assenza di regole condivise – si legge in una nota – contribuisce all’ampia disparità nelle modalità di accesso e di erogazione del servizio, anche laddove presente, con molti istituti che non assicurano ai bambini e alle loro famiglie condizioni adatte ad avvalersi in modo adeguato di un importante strumento di educazione alimentare e inclusione”.

Secondo Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia Europa dell’organizzazione, “anche quest’anno i dati confermano che l’offerta del servizio di refezione e del tempo pieno ha un valore essenziale in azioni come il contrasto all’abbandono scolastico”. Analizzando ciò che succede in 45 Comuni capoluogo di Provincia con più di 100mila abitanti, il rapporto evidenzia che “il servizio mensa non è presente in modo uniforme nelle scuole dei territori”.

Reggio Calabria, Siracusa e Palermo sono le città in cui la refezione scolastica è presente in meno del 10% di scuole. Se si considera il numero di alunni che ne usufruisce, è stato rilevato che 17 Comuni offrono la mensa a meno del 40% dei bambini. A Reggio Calabria e Siracusa gli studenti beneficiari sono meno dell’1%, a Palermo poco più del 2%. A Cagliari, Forlì, Monza e Bolzano, invece, del servizio mensa ne fruisce il 100% degli alunni. Disparità anche per quanto riguarda agevolazioni e tariffe applicate per il servizio di refezione scolastica.

Secondo Save the children sono “differenze che interessano in modo trasversale tutto il Paese e che non garantiscono un equo accesso”. Inoltre “nei Comuni monitorati le tariffe massime variano dai 2,30 euro (Catania) ai 7,28 (Ferrara), mentre quelle minime vanno da 0,30 (Palermo) a 6 euro (Rimini)”. Infine “anche la compartecipazione delle famiglie ai costi è disomogenea: varia da un massimo nei comuni di Bergamo, Forlì e Parma, che riferiscono di caricare sulle famiglie il 100% circa del costo, a un minimo dichiarato da Bari (30%), Cagliari, Napoli e Perugia (35%)”.


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