mercoledì 21 settembre 2016
Confronto a Radio Padania con Tarquinio: pronto a votare la proposta.
EDITORIALE Giù le mani dai Papi (Marco Tarquinio)
Salvini sterza: sì ai corridoi umanitari

«Se ci fosse una proposta per favorire dei corridoi umanitari nelle zone di guerra saremmo pronti a votarla». Il Matteo Salvini che non ti aspetti. Colpo di scena a Radio Padania. Il direttore di Avvenire Marco Tarquinio – che ieri aveva firmato in prima pagina un editoriale severo ('Giù le mani dai Papi') mettendo a nudo le mistificazioni del leader della Lega a Pontida giocate a mettere contro Bergoglio e Ratzinger – accetta il confronto, forse spiazzando un po’ chi lo aveva cercato, in di- retta, con aria un filo provocatoria. E alla fine, sorpresa delle sorprese, abbandonando gli slogan a effetto per entrare nel merito delle questioni, il colloquio si chiude persino con un possibile punto di incontro.

Le premesse, a dire il vero, non erano state delle migliori. Tarquinio su Avvenire aveva segnalato l’uso distorto del celebre discorso di Ratisbona di Benedetto XVI, volto a piegare quella 'mirabile e implacabile riflessione' a 'una sorta di guerra all’islam', trascurando 'l’urgenza del dialogo fra culture e religioni' che è tratto comune dei due pontificati. L’invito pressante indirizzato al leader leghista dal direttore diAvvenire, dopo l’intemerata delle magliette irridenti verso papa Francesco, era stato a evitare di 'mettere mani e parole addosso al Papa, anzi a due Papi'.

Uno scivolone, fra l’altro, che segue di pochi giorni quello fatto dopo la morte di Ciampi (definito 'traditore') che è valso ieri al leader della Lega un esposto alla Procura di Roma da parte del capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda. Salvini in diretta, aveva anche fornito ai radioascoltatori il numero del centralino di Avvenire, «per chiedere se, per caso, il buon Dio ha delegato a loro la scelta di chi va e non va in Paradiso...», era la sua ironia.

Non solo, aveva voluto ribadire, imperterrito, la sua strumentale e 'maldestra' predilezione per Benedetto. «Anche perché io ricordo le sue parole alla giornata dei migranti 2012: ha detto che prima del diritto di emigrare va riaffermato il diritto a non migrare. Magari il direttore di Avvenire se l’è dimenticato». 

 Niente affatto. Tarquinio, che proprio in quel momento era stato raggiunto dalla richiesta di intervenire in diretta, accettava senza esitazioni, cogliendo proprio su questa giusta aspirazione comune a tutti i popoli il primo terreno di confronto e possibile disgelo: «Sul diritto a non emigrare siamo d’accordo», è la premessa del direttore. «Ma il problema è che bisogna incidere sulle cause delle migrazioni forzate e nel frattempo rispondere all’emergenza umanitaria», aggiunge subito. «Gli irregolari li teniamo tutti qua?», chiede quindi Salvini, come a voler riaprire lo scontro.

«Andrebbero accolti nei campi ai margini delle zone di guerra e nel Nord Africa con sportelli dell’Acnur e della Ue e il trasferimento con corridoi umanitari» per chi ne ha diritto, replica Tarquinio, ricordando al leader leghista, da sempre animatore di Radio Padania, il cuore della proposta sostenuta dal giornale, che il suo interlocutore mostrava di non conoscere. «Su questo siamo d’accordo, nel frattempo bisogna bloccare. Se Renzi porta domani mattina un provvedimento del genere in Parlamento lo voto», è l’apertura di Salvini. Ma Tarquinio gli ricorda che può fare anche di più, senza giocare di sponda: «Allora dovete prendere l’iniziativa insieme alle altre forze politiche«. Il bello della diretta, si potrebbe dire, e del confronto a viso aperto. Che arricchisce sempre e può anche indurre a modificare qualche idea. Purché seguano i fatti.

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