lunedì 22 aprile 2019
Così il ministro dell'Interno risponde alle tante critiche per il post pubblicato nel giorno di Pasqua da Luca Morisi, il suo spin doctor
La foto pubblicata da Luca Morisi, spin doctor di Salvini

La foto pubblicata da Luca Morisi, spin doctor di Salvini

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Gli auguri con il mitra non si erano ancora visti. Ed eccoli serviti: la tregua pasquale è interrotta su Fb da un post che arriva come un pugno allo stomaco, sotto forma di arma di distrazione di massa. Autore Luca Morisi, il "guru" che si occupa della promozione dell’immagine di Matteo Salvini sui social. Il leader della Lega è ritratto in una strana foto in cui tiene in mano un mitra e sembra interrogarsi su come funziona.

«Vi siete accorti che fanno di tutto per gettare fango sulla Lega? Si avvicinano le Europee e se ne inventeranno di ogni per fermare il Capitano. Ma noi siamo armati e dotati di elmetto! Avanti tutta, Buona Pasqua!», è il testo del post. Pochi minuti e scatta il pandemonio. Sui social, l’hashtag #licenzialucamorisi diventa trending topic e dalle opposizioni la richiesta unanime al leader leghista è quella di allontanare il giovane consigliere strategico. Roberto Saviano va oltre: «Questa di Morisi, oltre a essere una grave minaccia alla nostra Democrazia, è istigazione a delinquere», dice lo scrittore.

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La replica di Salvini arriva da Pinzolo. «Sono polemiche fondate sul nulla», dice il vicepremier dal Trentino. Nessuna reprimenda per il media manager, anzi rilancia: «Io questa mattina ho pubblicato la foto di tre peluche che ho portato in gita per mia figlia e hanno polemizzato anche sui peluche. Se la sinistra si attacca alle foto per polemizzare vuol dire solo che stiamo lavorando bene».

La bufera prosegue ma il post non viene rimosso, e anche per Facebook, inondata da ricorsi degli utenti, il post non vìola gli standard della comunità come istigazione alla violenza. Il Pd con Edoardo Patriarca punzecchia: «Ma Salvini ci fa o c’è? Quando imbraccia il mitra, soprattutto nel giorno di Pasqua, l’impressione è che il ministro dell’Interno non sappia bene quello che sta facendo».

Salvini «faccia il ministro e non il pasdaran leghista. Licenzi il suo social manager», chiede, sempre per i Dem, Stefano Pedica. «Quattrocentomila euro l’anno che servono solo a incrementare la campagna di selfie e annunci costruita per esaltare il vuoto di idee di questo governo», attacca Alessio Pascucci, coordinatore di Italia in Comune. Da Sinistra Italiana Nicola Fratoianni chiede che Morisi venga subito «allontanato dal Viminale», mentre il sindaco di Napoli Luigi De Magistris bolla Salvini come «vergognosamente spavaldo» e in preda ad un «delirio di onnipotenza». Mario Adinolfi, leader del Popolo della famiglia stigmatizza invece l’«ipocrisia di fondo» nell’aderire alle parole di papa Francesco per la strage di cristiani nello Sri Lanka, salvo trascurare l’affermazione con cui lo stesso Pontefice «ha ribadito la necessità di ridurre drasticamente la circolazione delle armi anche nelle città».

Tutto sommato, però, la polemica già elevatissima fra alleati non trova in questa nuova querelle un nuovo argomento di contrapposizione. Sceglie di starne fuori l’alleato Luigi Di Maio, preferendo il relax in Sardegna e foto su Istagram fra di immersioni acquatiche e gite tra antichi nuraghe. Altrettanto Salvini non si mostra per niente turbato dal polverone, postando foto di battaglie a palle di neve in famiglia a Campiglio, in compagnia della figlia.


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