venerdì 14 settembre 2018
Arrivato venerdì a Lampedusa, Il ministro dell'Interno accelera e intende usare i charter. Martedì incontro con il collega tunisino
La foto diffusa dall'account twitter di Matteo Salvini

La foto diffusa dall'account twitter di Matteo Salvini

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, preme per i rimpatri immediati con nuovi voli charter dei migranti tunisini sbarcati in Italia ma da Tunisi frenano e al momento confermano solo i due voli già concordati a settimana per un massimo di 80 rimpatri al mese. Martedì il titolare del Viminale riceverà a Roma il collega tunisino, Hichem Fourati, per affrontare più nel dettaglio la questione. Nel frattempo sono stati trasferiti da Lampedusa a Trapani 130 dei 184 migranti tunisini sbarcati venerdì nell'isola della Sicilia a bordo di sette barchini veloci.

È possibile che già lunedì vengano rimpatriati i primi migranti a Tunisi (massimo 40) con il primo dei due voli charter settimanali previsti dagli accordi. Il secondo charter è previsto al giovedì. L'intento del governo è rimpatriare velocemente le persone arrivate in Italia nelle ultime ore. Lo ha ribadito lo stesso Salvini, a margine di un evento a Milano: "Stiamo lavorando sul flusso in arrivo dalla Tunisia. Martedì avrò un incontro a Roma, lì non c'è guerra e non c'è carestia e non si capisce perché barchini o barconi devono partire dalla Tunisia e arrivare in Italia".

Il ministro dell'Interno ha annunciato l'intenzione di potenziare i rimpatri con i voli charter: "Ci stiamo lavorando e stiamo lavorando anche per cambiare accordi che altri ci hanno lasciato che non sono assolutamente soddisfacenti. Voli charter già ne partono per la Tunisia settimanalmente, l'importante è che ne partano di più e con più gente a bordo".

Finora, però, Tunisi si è mostrata restia a questa ipotesi e comunque, qualora i migranti intendessero presentare domanda d'asilo,
prima di un rimpatrio concordato andrebbero esaminate le istanze per non rischiare una condanna dalle Corti internazionali per i Diritti dell'Uomo.

L'approdo dei 7 barchini a Lampedusa

Gli sbarchi di migranti diminuiscono, ma non si arrestano. Inoltre per sfuggire ai radar, i trafficanti stanno moltiplicando il numero di barche. Sette ne sono arrivate venerdì a Lampedusa, con a bordo in totale 184 persone. I barchini (nella foto diffusa sui social da Matteo Salvini si vede una delle piccole barche a motore), erano stati avvistati nei pressi delle acque maltesi già giovedì. “Almeno 7 di questi barchini, veloci e con pochi immigrati a bordo, sono in questo momento in acque Maltesi (62 persone)”, aveva scritto giovedì sera su Facebook il ministro Matteo Salvini. “Queste non sono navi in difficoltà, questo è evidentemente traffico di esseri umani. Abbiamo contattato le autorità Maltesi perché facciano il loro dovere”. In caso contrario, aveva promesso Salvini, “farò tutto il possibile perché i clandestini non sbarchino in Italia”. All’alba, però, tutti i natanti erano già approdati in Italia, con un numero superiore di migranti rispetto a quanto previsto: 184.

"Malta, per l'ennesima volta, ha scaricato il problema sull'Italia", ha provato a spiegare il Viminale che annuncia soluzioni “innovative ed efficaci”. Tra queste la possibilità di espulsioni immediate dei Tunisini d’accordo con il Paese di provenienza, anche attraverso voli charter.

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