La Fortezza. Rotta verso occidente Boom di arrivi in Spagna


Paolo Lambruschi sabato 12 agosto 2017
Ancora assalti all’enclave di Ceuta, dove nei giorni scorsi sono stati respinti dalla polizia spagnola centinaia di africani occidentali. Per l’Oim morti in calo nel Mediterraneo
Rotta verso occidente Boom di arrivi in Spagna

Sigillata almeno in parte la Libia, la pressione dei migranti in Nordafrica si sta spostando sulla rotta occidentale verso la Fortezza Europa. Lo confermano i fatti degli ultimi giorni e i dati sul numero di arrivi di migranti in Spagna attraverso il mar Mediterraneo che nel 2017 potrebbe superare quello della Grecia, se il ritmo degli ultimi quattro mesi restasse invariato. Lo ha affermato ier il portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), Joel Millman, citando dati aggiornati al 9 agosto, giorno in cui altri 250 profughi provenienti dall’Africa subsahariana hanno tentato di entrare nell’enclave spagnola di Ceuta, ma sono stati fermati dalla sicurezza spagnola e marocchina. Nei giorni scorsi per tre volte gruppi di migranti hanno tentato di entrarvi, e sono stati in gran parte respinti o arrestati. Ancora ieri nuovo assalto.

In 250, alle 4 del mattino, hanno cercato di entrare passando per una zona di frontiera conosciuta come Finca Berrocal. Secondo i media spagnoli l’assalto, però è stato respinto dalla Guardia Civil. E risale a giovedì 11 lo sbarco divenuto virale sui social di un gommone su un’affollata spiaggia vicino Cadice, dove decine di giovani una volta toccata terra sono fuggiti di corsa davanti agli sguardi esterrefatti dei bagnanti. Secondo l’Oim, in Spagna sono arrivati via mare quest’anno 8.385 migranti attraverso la rotta del Mediterraneo occidentale. All’incirca nello stesso periodo dell’anno precedente (fino al 30 giugno 2016) erano sbarcate sulle coste spagnole 2.476 persone, pari a quasi un quarto.

La cifra, quadruplicata contrasta con la «drastica riduzione registrata in Grecia», ha detto Millman: nel 2017 oltre 12 mila migranti sono arrivati in territorio ellenico sulla rotta orientale, rispetto ai 161mila dello stesso periodo dell’anno precedente. Sono quasi quattromila in più rispetto al dato spagnolo. Una forbice che potrebbe dunque restringersi. Certo gli arrivi in terra iberica sono ben distanti dalle cifre italiane, con 96.861 sbarchi nel 2017, a fronte dei 100.328 di gennaio-agosto 2016. A proposito dei morti, l’Oim segnala che sino al 9 agosto sono stati 122 nel viaggio verso la Spagna (lo scorso anno 128).

La rotta più pericolosa resta quella del Mediterraneo centrale, tra Libia e Italia, con 2.242 morti tra gennaio e agosto (2.714 nel 2016), mentre sulla via orientale i morti sono stati 45. In totale, nel 2017 hanno perso la vita 2.408 migranti (3.194 l’anno prima). Gli arrivi sono in totale 117.795 quest’anno, mentre alla stessa data nel 2016 erano stati 264.381. Intanto, l’Alto commissario Onu per i rifugiati (Unhcr), Filippo Grandi, a Berlino ha invitato l’Unione europea ad aumentare a 40mila la quota di rifugiati accolti ogni anno. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha risposto che, per un continente in cui vivono 500 milioni di persone, la quota è «accettabile». Ha anche sottolineato, però, che se Germania e «altri Paesi» sono disponibili, altri hanno posizioni diverse. Merkel ha annunciato che Berlino stanzierà 50 milioni di euro addizionali quest’anno per finanziare Unhcr e Oim.

«Dobbiamo combattere le cause della crisi migratoria nei luoghi dova ha origine» per evitare che chi fugge dalla guerra o dalla miseria «rischi la vita» nel Mediterraneo o si metta «nelle mani delle mafie», ha affermato. Merkel incontrerà il 28 agosto a Parigi il presidente francese Emmanuel Macron, il premier spagnolo Mariano Rajoy e il primo ministro italiano Paolo Gentiloni. La cancelliera nei contatti con Palazzo Chigi dei giorni scorsi ha espresso sostegno al codice delle Ong e ha condiviso con Roma la strategia sul contrasto ai flussi in Africa, compresa la necessità di appoggiare le organizzazioni che in Libia tutelano i migranti. Convergenza su cui l’Italia punta anche in vista del vertice di Versailles.

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Migranti

Marco Impagliazzo
Stabilizzazione della Libia, politiche di co-sviluppo, nuovo decreto flussi, ricongiungimenti, corridoi umanitari. Cosa fare in concreto per affrontare al meglio un fenomeno epocale.