martedì 18 dicembre 2018
Raggi esulta «grande vittoria». Ma Difesa frena subito: genio solo per emergenze. Studio di Fise Assoambiente sui rifiuti: nessuna capitale europea in questo stato, serve termovalorizzatore
Esercito per tappare le buche di Roma, bocciato emendamento del governo
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Esercito a Roma per tappare le buche? No grazie. La Commissione Bilancio del Senato ha dichiarato, infatti, inammissibile un emendamento del governo in tal senso. Non se ne fa niente, dunque, almeno per ora, visto che a quanto si apprende la maggioranza e il governo sarebbero al lavoro per riformulare l'intervento, che aveva fatto esultare la sindaca Virginia Raggi. In Parlamento si consuma, insomma, l'ennesima diatriba su Roma e le sue disastrate strade. Che conoscono anche l'emergenza rifiuti. Tema sul quale è uscito oggi uno studio, basato su dati Ispra 2017, secondo il quale la differenziata è solo al 45%. «Nessuna capitale europea oggi è in questo stato, tutte riciclano con risultati più significativi e tutte hanno almeno un termovalorizzatore», scrive Fise Assoambiente, l'associazione di categoria delle imprese di smaltimento e riciclo dei rifiuti e di bonifica, che ha condotto l'indagine.



Raggi esulta. Ma la Difesa: genio solo per emergenze

Dell’impiego dei militari aveva parlato in mattinata la sindaca Raggi, esultando per i fondi stanziati dal governo. «Una grande vittoria per Roma». L'emendamento del governo con i fondi per le buche di Roma è frutto del lavoro di una cabina di regia, che ha iniziato a lavorare questa estate, a quanto si apprende da fonti del Campidoglio, composta dall'assessora Margherita Gatta, dal ministro della difesa Elisabetta Trenta, dal capogruppo capitolino Giuliano Pacetti, dal deputato Francesco Silvestri e dal vice ministro Laura Castelli. Ma l'intervento del genio dell'Esercito per le buche, è «circoscritto alle sole emergenze», hanno precisato subito fonti della Difesa, che – dicendosi pronta a intervenire - rileva anche come l’intervento sia un’iniziativa di natura parlamentare e non governativa. L’emendamento bocciato prevedeva che il compito della riparazione spettasse ai militari, mentre il Comune avrebbe fornito la materia prima. La dotazione finanziari era di 40 milioni per il 2019 e 20 per il 2020. Immediata era scoppiata anche le polemica politica. Tra gli altri Giorgia Meloni (Fdi) ha attaccato Raggi. «I Cinquestelle ammettono che il loro sindaco è una calamità naturale».


Lo studio: servono termovalorizzatore e discarica

Nel campo dei rifiuti, Roma soffre per la «mancanza di impianti sufficienti per il trattamento della frazione organica, di termovalorizzatori, di discariche, bassa efficienza dei Tmb, bassa raccolta differenziata, forte vulnerabilità e fragilità del sistema (dipendenza da altri impianti e da intermediari)», scrive Fise Assoambiente. Il Pacchetto di direttive Ue sull'economia circolare fissa per i paesi membri l'obiettivo del 65% di differenziata al 2035. Se Roma vuole arrivare a questo target, secondo Assoambiente ha bisogno di «4-5 impianti di digestione anaerobica per la frazione umida (capacità media pari a 100.000 ton ciascuno); 1 termovalorizzatore per almeno 600.000 ton (più o meno come Acerra); 1 discarica di servizio a Roma
o nel Lazio». Per l'associazione delle aziende del settore «servono 1-1,5 miliardi di investimento, per avere evidenti benefici: tariffe più basse, energia verde prodotta, sistema sicuro e stabile per decenni».
Differenziati o no, i rifiuti romani vanno quasi tutti fuori dalla Capitale, perché mancano gli impianti per trattarli. Gli unici impianti esistenti, quelli di Tmb (trattamento meccanico biologico), come quello del Salario andato a fuoco, mandano al riciclo appena il 10% della spazzatura. Il 90% va bruciato o in discarica. Nel 2017 a Roma si sono prodotte circa 2,3 milioni di tonnellate di rifiuti. Di queste, 1 milione sono state raccolte in modo differenziato (45%). La frazione organica, la voce principale, rappresenta circa il 38% (circa 400mila tonnellate). Seguono carta/cartone con 290mila tonnellate (28%), il vetro con circa 150mila tonnellate (15%) e infine altri rifiuti (imballaggi, legno, costruzione e demolizione, ingombranti). Per Chicco Testa, presidente di Assoambiente, il rogo del Tmb Salario (dove si trattavano 600.000 tonnellate all'anno) ha cambiato poco la situazione.


I pm: Cerroni a processo per Malagrotta

Dopo la sentenza di assoluzione dall'accusa di associazione a delinquere finalizzato al traffico illecito di rifiuti, non sono finiti i guai
giudiziari per Manlio Cerroni, ex patron della discarica di Malagrotta. La Procura di Roma ha, infatti, chiesto per lui e per altre sei persone il rinvio a giudizio in relazione al malfunzionamento, tra il 2006 e il 2013, di due impianti Tmb a Malagrotta.

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