lunedì 8 gennaio 2018
Manifestazioni dei diplomati magistrali esclusi dalle graduatorie dal Consiglio di Stato. La ministra Fedeli: «Troveremo le soluzioni più idonee». Il Garante: «Illegittimo»
La manifestazione al MInistero dell'Istruzione

La manifestazione al MInistero dell'Istruzione

Si è svolto questa mattina lo sciopero dei diplomati magistrali esclusi dalle Graduatorie a esaurimento (Gea) dalla sentenza del Consiglio di Stato dello scorso 20 dicembre. Smentendo cinque sentenze precedenti, la giustizia amministrativa ha stabilito che i circa 50mila insegnanti che, soprattutto negli ultimi anni, hanno richiesto l'iscrizione alle Gae, facendo valere il valore abilitante del diploma magistrale conseguito entro il 2002, non avevano titolo per farlo per una questione di tempistica.

Essendo quindi, si legge in una nota del Miur, «tali richieste dichiarate infondate giuridicamente», i 43.600 insegnanti inseriti nelle Gae con riserva e gli oltre 6mila immessi in ruolo (sempre con riserva), dovranno ora attendere le decisioni del Ministero, che, a questo proposito, ha già chiesto un parere all'Avvocatura generale dello Stato.

Dall'anno scolastico 2002-2003 anche per insegnare alle elementari e alla materna serve la laurea in Scienze dell'educazione primaria.

I DETTAGLI DELLA VERTENZA DA CUI E' NATO LO SCIOPERO

«Nessun effetto immediato»

In ogni caso, precisano sempre dal Miur, la sentenza del Consiglio di Stato, «non ha effetti immediati», anche perché sono attese le sentenze di merito dei singoli ricorsi presentati dagli insegnanti. A questo proposito, si legge sempre in un comunicato ministeriale, «la decisione del Consiglio di Stato ha la funzione di assicurare che i giudici amministrativi interpretino in maniera uniforme la normativa, in occasione di future sentenze e tenuto conto che in passato vi erano stati diversi orientamenti giurisprudenziali».

«Riaprire le graduatorie a esaurimento»

Secondo il sindacato autonomo Anief, che ha promosso la mobilitazione, sarebbero a rischio le lezioni per 3 milioni e mezzo di bambini della scuola dell'infanzia e primaria. Manifestazioni sono in corso a Roma, davanti alla sede del Miur, oltre che a Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari, Catanzaro e Bari. Al Governo, Anief chiede di «adottare un decreto legge urgente che nelle more dell’attuazione della nuova formazione iniziale e reclutamento, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato, riapra per la terza e ultima volta le graduatorie ad esaurimento per il personale docente abilitato e confermi nei ruoli i docenti già assunti con riserva». «Finalmente – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal - le famiglie italiane si accorgeranno cosa vuol dire perdere il maestro del proprio figlio dopo diversi anni per colpa di una sentenza che non doveva neanche essere pronunciata, vista l'assenza di un conflitto di giudicato per una categoria, composta appunto dai docenti della scuola dell’infanzia e primaria, che è stato volutamente dimenticato dal Governo e dal Parlamento, anche con l'esclusione dal piano straordinario di assunzioni come dal nuovo sistema di formazione e reclutamento».

«Noi non scioperiamo»

In classe si sono, invece, regolarmente presentate le maestre diplomate presenti in Gae a seguito di concorsi e procedure riservate (circa 26mila), che in molti casi si sono viste scavalcate in graduatoria dalle colleghe inserite con riserva. «Non ce l’abbiamo con chi ha il diploma magistrale ( lo abbiamo anche noi) – scrivono le maestre in un comunicato – non diciamo che non possano insegnare. Chiediamo solo e da sempre che vengano dopo chi, come noi, è nelle Gae o per aver superato una o più prove concorsuali, o per aver seguito percorsi abilitanti specifici varati dallo Stato nel corso di diversi anni».

«Una protesta assurda, intervenga il Garante»

Contro lo sciopero delle maestre, scende in campo anche il Codacons, che chiede l'intervento del Garante, per i disagi arrecati alle famiglie. «Una protesta del tutto sbagliata che sta creando pesanti disagi alle famiglie - afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. Abbiamo sempre appoggiato i docenti nelle loro battaglie per il diritto al lavoro, ma la protesta di oggi è del tutto assurda. Non si può interrompere un servizio pubblico come l'istruzione nel giorno in cui riaprono le scuole e migliaia e migliaia di famiglie tornano dalle vacanze di fine anno, perchè così si arreca ai cittadini un ingiusto danno».

«Sciopero illegittimo»

Chiamato in causa, il Garante per gli scioperi, ha stabilito che l'astensione dal lavoro degli insegnanti «non è conforme alla legge», perché, in particolare, «risulta violata la regola del preavviso di 15 giorni e il mancato tentativo di conciliazione presso il Ministero».

«Troveremo le soluzioni più idonee»

Al Ministero il dossier sui diplomati magistrali è da giorni all'attenzione della ministra Fedeli, che ha chiesto un parere all'Avvocatura generale dello Stato e, tramite il sottosegretario Vito De Filippo, ha convocato i sindacati. «Abbiamo chiesto all'Avvocatura dello Stato di darci le linee attuative della sentenza del Consiglio di Stato. Appena arriverà la risposta, convocheremo le parti e troveremo le soluzioni più idonee», ha detto la ministra.

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