venerdì 3 febbraio 2017
L'ex capo della segreteria politica Salvatore Romeo le ha intestato due polizze vita per un valore di 33mila euro. Per i pm non c'è reato
Raggi: «Non ho intenzione di dimettermi, ho la fiducia di Grillo»
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In Campidoglio scoppia un nuovo caso Raggi per le polizze stipulate da Salvatore Romeo. Si tratta di due assicurazioni sulla vita stipulate dall'ex capo della segreteria politica del sindaco con beneficiaria la stessa Raggi. Una da 30mila euro dal gennaio 2016 e senza scadenza, l'altra da 3mila con scadenza 2019. Per la Procura non ci sarebbe reato perché non emergerebbe un'utilità corruttiva. Sarebbero polizze da investimento che non richiedono la controfirma del beneficiario. In tutto Romeo avrebbe investito in polizze vita 130mila euro, scegliendo come beneficiari anche altri attivisti del M5s e impiegati del Comune, con causali fantasiose come "figlia" (ma Romeo è senza figli) o "motivi affettivi".

Raggi: non mi dimetto, vado avanti

Ma il sindaco non intende dimettersi: "Non ne sapevo nulla. Ho la fiducia del M5s, ho anche sentito Grillo: mi ha detto che farà polizze per tutti... Non penso affatto alle dimissioni", ribadisce. Il Pd la incalza: "Spieghi in aula, valuti se è in grado di governare la città". Intanto, emergono i primi particolari sull'interrogatorio di ieri della Raggi. "Marra? Mi apriva le porte del Campidoglio, è un profondo conoscitore delle norme che regolano la macchina amministrativa", avrebbe detto in sintesi il sindaco di Raffaele Marra, l'ex capo del personale del Comune e suo braccio destro fino al giorno giorno dell'arresto per l'accusa di corruzione.

Il mistero delle polizze. Ma i pm non sentiranno Romeo


Le polizze sono strumenti di investimento finanziario che Romeo utilizza da anni e che, secondo la testimonianza di Raggi e di altri militanti del M5S sentiti nei giorni passati dagli inquirenti, non sono mai stati usati per gestire i soldi del movimento. Le causali indicate in ogni polizza da Romeo sono spesso evidentemente farlocche, come nel caso in cui indica come 'figlia' una donna nove anni più giovane di lui, e farebbero riferimento, anche nel caso di Virginia Raggi, alla sfera di rapporti personali. Gli inquirenti che al momento non hanno intenzione di interrogare Romeo hanno controllato nelle settimane passate i flussi finanziari legati a tali polizze sono certi si tratti di soldi dell'uomo, ma non è dato sapere per quale motivo l'ex capo della segreteria politica del Campidoglio avesse scelto, qualche mese prima di assumere la prestigiosa carica, la sua futura "datrice di lavoro" per intestarle 33mila euro in polizze. Raggi anche davanti ai pm ha assicurato di non sapere nulla di tale assicurazione, e in ogni caso, conferma chi indaga, non ne avrebbe tratto alcun vantaggio economico se non in caso di morte di Romeo. Tali polizze sono state stipulate a partire dai primi anni del 2000: complessivamente ammontano a 132mila euro i soldi così investiti dall'ex fedelissimo M5s e i beneficiari sarebbero più volte cambiati nel costo degli anni.

Raggi otto ore dai pm. "Marra mi apriva le porte del Campidoglio"

Per oltre otto ore, ieri, Raggi ha parlato, in una caserma all'estrema periferia est di Roma, con il procuratore aggiunto Paolo Ielo e il pm Francesco Dall'Olio, titolari dell'inchiesta a suo carico. Cuore dell'indagine la nomina di Renato Marra, fratello dell'ex capo del personale del Campidoglio, Raffaele, alla direzione del dipartimento Turismo, e proprio da lì sono partiti i magistrati, che alla sindaca hanno chiesto i dettagli della scelta di quella e altre persone. Il fascicolo vede indagato per abuso d'ufficio anche Raffaele Marra, detenuto dal 16 dicembre scorso nel carcere di Regina Coeli per un'altra inchiesta nella quale risponde dell'accusa di corruzione. Ma i nuovi guai di Raggi sono legati alle due polizze. L'operazione finanziaria, bizzarra se si pensa che solitamente le polizze sulla vita sono intestate a parenti o amici stretti, sarebbe avvenuta qualche mese prima della vittoria elettorale di Virginia Raggi che, una volta divenuta prima cittadina, avrebbe scelto Romeo per il prestigioso incarico, triplicandogli lo stipendio (da 39 mila euro lordi l'anno, a 110 mila, scesi successivamente a 93 mila dopo l'intervento sulla nomina dell'Autorità nazionale anticorruzione). Anche di questo, sebbene in merito non ci siano per il momento accuse formali alla sindaca, i pm hanno parlato lungamente nel corso dell'interrogatorio. E la notizia rappresenta l'ennesima tegola per una sindaca che il movimento continua a difendere anche se, pare farlo, con sempre maggiore fatica. Romeo, militante M5S della prima ora, era una persona alla quale Raggi era legata da stima e militanza comune che aveva creato un'amicizia. Infine uno strettissimo legame legava la sindaca anche a Daniele Frongia: un rapporto di amicizia consolidato nei due anni da consiglieri comunali durante la giunta di Ignazio Marino. Di Marra, Raggi ha spiegato che gli era stato presentato da Romeo, e lei lo aveva scelto perché lo riteneva in grado di "aprirle le porte del Campidoglio": una persona in grado di capire il Comune, ha detto, i suoi regolamenti e tutte le organizzazioni.

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