giovedì 16 dicembre 2010
Per il crollo della Casa dei Gladiatori e della Casa del Moralista sono partiti nove avvisi di garanzia da parte dalla Procura di Torre Annunziata. L'ipotesi di reato è quella di disastro colposo. Tra i destinatari dei provvedimenti l'ex soprintendente Giovanni Guzzo e il direttore degli scavi Antonio Varrone.
COMMENTA E CONDIVIDI
L'inchiesta sui crolli della Schola Armaturarum e della casa del Moralista degli scavi di Pompei entra in una fase cruciale. Lunedì 20 dicembre la Procura di Torre Annunziata affiderà infatti a un esperto, l'ingegnere Nicola Augenti nominato come Ctu (consulente tecnico d'ufficio), l'incarico di accertare le cause che determinarono il cedimento delle strutture. E intanto sono partiti gli avvisi di garanzia: tra i destinatari figurano l'ex soprintendente Pietro Giovanni Guzzo e l'attuale direttore degli scavi Antonio Varone, nonché i responsabili dei lavori per la manutenzione del tetto della Schola eseguiti nel 2009. L'ipotesi di reato formulata dai magistrati è di crollo colposo.Nell'avviso inviato agli indagati il pm informa della convocazione per «accertamenti tecnici non ripetibili» ricordando che le persone sottoposte ad indagine possono a loro volta nominare dei loro consulenti. Nessun commento da parte degli inquirenti sugli sviluppi dell'inchiesta. Il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Diego Marmo si è limitato a confermare la notizia dell'emissione degli avvisi precisando di non poter fornire ulteriori informazioni anche perché non tutti i provvedimenti al momento risulterebbero notificati.Le informazioni di garanzia, a quanto si è appreso, riguardano anche l'architetto della Soprintendenza Paola Rispoli, allora responsabile del procedimento, il tecnico Aldo Borriello (tecnico), Valerio Papaccio (attuale capo dell'ufficio tecnico), Maria Grazia Del Greco (ex capo dell'ufficio tecnico), Anna Maria Caccavo (rappresentante della ditta che ha fatto i lavori).«Non ne so niente, in questo momento sono a Milano e prima di pronunciarmi preferisco avere altre informazioni», ha detto l'ex soprintendente Guzzo. No comment anche da parte del direttore degli Scavi, Antonio Varone. Nel suo entourage comunque spiegano che il dirigente si sente tranquillo sull'operato finora svolto nella gestione degli scavi archeologici di Pompei. Il sindaco di Pompei Claudio D'Alessio, esprime l'auspicio che le responsabilità possano essere chiarite: «Conoscendo la puntualità e l'attenzione della magistratura - ha affermato il primo cittadino - è evidente che, se si è giunti a questo qualche dimenticanza deve essere stata intravista. Mi auguro che tutto possa essere chiarito, per amore della giustizia e anche per il bene del nostro immenso patrimonio archeologico».  Per D'Alessio gli avvisi di garanzia devono essere interpretati «non solo come un gesto teso a rassicurare il mondo intero sull'attenzione che viene riservata dai giudici alla tutela degli scavi ma, anche, come deterrente all'eventualità  che le dimenticanze si verifichino nuovamente». I lavori di impermeabilizzazione del tetto della Schola Armaturarum furono commissionati nel febbraio del 2009 dall'allora soprintendente Guzzo.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: