martedì 8 dicembre 2020
Boom di prenotazioni di treni e aerei, ma il turismo è in ginocchio: a Firenze chiuso il 95% degli alberghi. Appello del Piemonte per autorizzare gli spostamenti fra i comuni a Natale
In questi giorni stazioni e aeroporti sono poco frequentati, ma è boom di prenotazioni per raggiungere i parenti per le feste

In questi giorni stazioni e aeroporti sono poco frequentati, ma è boom di prenotazioni per raggiungere i parenti per le feste - Lapresse

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Prove tecniche di Dpcm, in vista del Natale più sobrio che si ricordi. Niente vacanze all’estero o in montagna, ma solo con i parenti. Ora la corsa è a trovare l’appiglio giusto per autocertificare lo spostamento (ritorno alla residenza, ricongiungimento familiare, assistenza ad anziani soli) e, per chi non l’ha ancora fatto, si tratta di programmare lo spostamento, trovando posto su aerei, treni, bus, o in alternativa usando la propria auto. Gli italiani riscoprono i voli. Nella settimana dal 26 novembre al 3 dicembre le prenotazioni Alitalia tra il 14 e il 20 dicembre sono aumentate del 50% e quelle per la settimana 21-27 dicembre hanno registrato un incremento del 13%.

Il balzo della domanda ha avuto un riflesso sui prezzi, denuncia il Codacons, che ha presentato all’Antitrust e al ministero dei Trasporti un esposto contro i rincari dei voli nazionali. Lo rileva anche la società di assistenza viaggiatori rimborsoalvolo.it. L’impennata di prenotazioni per partire nelle 48 ore prima del 20 dicembre - quando scatta il divieto di trasferimento fra regioni - e tornare dopo l’Epifania, si è registrata subito dopo l’annuncio del nuovo Dpcm. Un flusso, com’era prevedibile, prevalentemente orientato da Nord a Sud Italia. Ma la corsa al rientro per Natale fa i conti con la drastica riduzione dell’offerta disposta dalle compagnie di trasporto aereo e ferroviario, in relazione alle restrizione seguite alla seconda ondata della pandemia.

Ma secondo Confcommercio questa domanda non controbilancia minimamente la profonda crisi del settore, visto che il turismo interno è fermo (chiuse al momento anche le piste da sci) e permangono le restrizioni per i viaggi all’estero. «Ad oggi è aperto il 20% degli alberghi italiani ma dal 20 dicembre credo che il dato sarà destinato a peggiorare», fa presente il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, mentre è ancora lontana una ipotesi di ripartenza. Drammatica la situazione del turismo a Milano, come nelle città d’arte. A Firenze, ad esempio, il 95% delle strutture alberghiere è chiuso: praticamente zero prenotazioni da mesi. Situazione non diversa a Venezia e nella stessa Roma.

In grave crisi a Napoli, e nelle altre città turistiche del Sud (Palermo, Matera e Agrigento) anche il sistema di economia sociale dei bed and breakfast a conduzione familiare. Le restrizioni adottate dal Dpcm, denunciano le sigle di settore, inducono molti a tener chiuso anche per le feste. «Se ho un ristorante - ragiona Giovanni Toti, vice presidente della Conferenza delle Regioni - metto in cassa integrazione i dipendenti e mi date 800 euro di sussidio, alla fine del mese ci si arriva, ma non è quello il senso di un’impresa: il senso di un’impresa è creare ricchezza, generare investimenti».

Pesa anche il contestato divieto di spostamento fra i Comuni nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, controverso nella stessa maggioranza. «Ennesima scure sul settore agrituristico», denuncia la Cia-Agricoltori Italiani. Il timore di incorrere in sanzioni induce molti a non muoversi affatto. Il presidente del Piemonte Alberto Cirio ha inviato al premier Giuseppe Conte un documento sottoscritto anche dalle federazioni degli enti locali, per consentire i ricongiungimenti familiari nelle tre feste principali: «Con limiti chiari e regole certe la sicurezza e i valori umani possono convivere», ha sottolineato il governatore. Matteo Salvini chiede al governo che si introduca un limite di 50 chilometri entro i quali potersi spostare fra Comuni nelle festività. Ma l’auspicio è che, almeno, il governo possa intervenire con chiarimenti sul proprio sito ad autorizzare gli spostamenti per motivate ragioni fra centri limitrofi.

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