mercoledì 29 aprile 2015
​È stato riaperto e chiuso due volte il profilo che inneggia alla morte dei bebé. Marziale (Osservatorio minori): le leggi nazionali non bastano più contro la disinvoltura delle multinazioni.
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Chiusa, e poi riaperta e poi di nuovo chiusa. Ha ottenuto una visibilità forse insperata la pagina Facebook (di cui volutamente non proponiamo il nome esatto) che inneggia all'odio contro i neonati. Una stupidaggine, probabilmente, paragonabile a uno scherzo di cattivissimo gusto, condito di fotografie di bambini con gravi handicap e del raccapricciante invito a mettere "mi piace" sulla pagina per conquistarsi l'invio di una "foto di un neonato morto". Prima di essere chiusa la prima volta la pagina aveva 5000 "amici" e la seconda volta ne aveva raggranellati altri 600. La pagina Facebook si è meritata una segnalazione "alle istituzioni" non meglio precisate di Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori.  "È evidente - ha dettato Marziale alle agenzie di stampa - che le leggi nazionali, alla stesura delle quali ho lavorato coadiuvando l'allora ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri - non bastano più a regolamentare un traffico sempre più spesso denigratorio e lesivo della dignità delle persone, ma c'è da chiedersi se gli Stati siano ancora sovrani neiconfronti delle multinazionali, anche delle comunicazioni, perché è stucchevole la disinvoltura con la quale questa gente opera, senza che i responsabili dei social network intervengano immediatamente e senza uno straccio di legge che stia dalla parte del cittadino leso". È risaputo che Facebook non si pone particolari problemi morali nella gestione del suo business planetario (e come potrebbe, con 1,3 miliardi di persone che vi accedono almeno una volta al mese), se non attraverso una censura esercitata su parole chiave (parolacce o insulti gravi) ma non ad esempio sulle bestemmie o sulla blasfemia. Fece scalpore, un paio di anni fa, un caso del genere, quando ad essere insultata fu la Madonna. Sollecitata da numerose segnalazioni, Facebook rispose che la pagina in questione non violava le sue "regole in merito ai discorsi di odio».

Nel momento in cui scriviamo, ore 18 del 29 aprile) la pagina Fb che inneggia all'odio contro i neonati è stata chiusa, forse grazie anche al numero di segnalazioni scaturite da un'altra pagina nata apposta, ma certo se chi ci sta dietro volesse riaprirne una simile non troverebbe nessun ostacolo. Libertà della rete. Secondo molti, decisamente troppa.

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