venerdì 30 agosto 2013
Da 98 miliardi a 618 milioni. Il ricalcolo della penale portava a 2,5 miliardi, ora lo socnto attraverso il maxi condono. E scoppia la polemica. VAI AL DOSSIER
EDITORIALE Premiare azzardopoli? di Massimo Calvi
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Per la procura della Corte dei Conti e per la Guardia di Finanza avrebbero dovuto pagare all’erario 98,5 miliardi di euro. Per i giudici contabili, che confermarono l’impianto accusatorio, la penale era però da ricalcolarsi in 2,5 miliardi. Ma adesso i dieci concessionari del gioco d’azzardo condannati se la caveranno con poco più di 600 milioni. Roba da far crepare d’invidia quei due noti stilisti costretti a venire a patti con il fisco, o quel tale campione di motociclismo, che negoziò una multa stramilionaria con l’Agenzia delle entrate. E chissà cosa ne penseranno quanti ogni mattina si mettono mestamente in coda negli sportelli di Equitalia per elemosinare una rateizzazione.I concessionari delle new slot avranno tempo fino al 15 novembre per pagare il 25% delle penali stabilite per il mancato collegamento delle macchine nel periodo tra settembre 2004 e gennaio 2007. È quanto si evince da una prima bozza del decreto di cancellazione dell’Imu. Secondo la bozza, le maxi-penali porterebbero nelle casse dello Stato 618,5 milioni.Per poter usufruire di questa sanatoria, si legge nella bozza del decreto legge i concessionari devono presentare «specifica richiesta di definizione entro il 15 ottobre 2013» e la somma da erogare «non può essere inferiore – informa l’agenzia Agipronews – al 25% del danno quantificato nella sentenza di primo grado».I 618,5 milioni di euro di entrate nelle case dello Stato dovrebbero essere così ripartiti: Bplus 211,2 milioni, Cirsa Italia 30 milioni, Sisal Slot 61,2 milioni, Gtech 25 milioni, Gmatica 37,5 milioni, Codere 28,7 milioni, HBG 50 milioni, Gamenet 58,7 milioni, Cogetech 63,7 milioni e Snai 52,5 milioni.«Speriamo che ci sia un ripensamento sulla sanatoria delle multe sulle nuove slot. Il gioco d’azzardo in Italia sta raggiungendo livelli patologici, con almeno 80 miliardi giocati ogni anno. Si tratta di un fenomeno che andrebbe limitato», ha reagito il deputato del Pd Edoardo Patriarca, componente della Commissione Affari Sociali. «Il governo si è inginocchiato di fronte ai signori del gioco d’azzardo - rincarano i parlamentari del M5S – con uno scandaloso condono che riduce le sanzioni per i concessionari di slot e videopoker a poco più di un piatto di lenticchie».A queste accuse tenta di rispondere Sistema Gioco Italia, la federazione di Confindustria per la filiera dell’azzardo: «La possibilità di transazione agevolata per fattispecie simili è già prevista da una legge del 2006, con un margine di soluzione che va da un minimo del 10% a un massimo del 30% dell’importo richiesto».Rileggere la sentenza della Corte dei Conti può essere un esercizio utile. Le contestazioni hanno riguardato il mancato collegamento delle macchinette mangiasoldi alla rete telematica dello Stato, gestita da Sogei. In questo modo le autorità avrebbero potuto monitorare il flusso delle giocate, sorvegliandone la regolarità e calcolando quanto dovuto al fisco. Nella sentenza depositata il 17 febbraio 2012, viene spiegato che «alla data del 13 settembre 2004 le società concessionarie avrebbero dovuto collegare almeno il 5% degli apparecchi di gioco», per arrivare gradualmente a coprire l’intero parco degli apparecchi mangiasoldi. «La Procura rileva che – si legge ancora nella sentenza – per le società concessionarie ancora al primo novembre non risultava alcuna macchina collegata alla rete». E questo anche a causa della "distrazione" di chi avrebbe dovuto controllare la regolarità del sistema. Una ricostruzione giudicata «corretta» dai giudici contabili che però hanno ritenuto di procedere «ad una diversa quantificazione del danno e dei singoli addebiti, anche a causa delle omissioni nelle attività di controllo contestate a due dirigenti dei Monopoli di Stato».In soldoni: da 98,5 miliardi si è scesi a 2,5 e poi a 618milioni. È proprio vero: il banco vince sempre.
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