sabato 11 aprile 2020
La diretta del premier che accusa l'opposizione di propaganda sul Mes scatena il centro-destra. Italia viva si aggrega appoggiando la richiesta di Fi di convocare la commissione di vigilanza Rai
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la conferenza stampa in diretta tv

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante la conferenza stampa in diretta tv - LAPRESSE

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Dopo le nuvole dei giorni scorsi, il clima di unità nazionale volge al peggio e scoppia la bufera. La conferenza stampa ieri sera di Conte in diretta Rai (e non solo) con le accuse contro Salvini e Meloni di diffondere notizie false sul Mes - il cosiddetto Fondo salva-Stati - fa infuriare il leader della Lega, che chiama - a nome di tutte il centro-destra - il presidente Mattarella per accusare il premier di comportamenti da regime totalitario. E chiede una riparazione mediatica di pari risalto, su cui il Quirinale certo non può avere voce in capitolo. Il M5s fa quadrato attorno al premier, ma il presidente della commissione di vigilanza Rai, Alberto Barachini (Fi) invoca la convocazione dell'organismo di controllo per martedì. Michele Anzaldi (Iv) rilancia la polemica dell'opposizione: grave il comportamento di Conte, non aspettiamo martedì, convochiamola subito. Sulla polemica tra Conte e l'opposizione inteviene anche l'ex premier Mario Monti per spiegare che l'accordo dell'Eurogrupo è comunque un passo avanti, invitando l'Italia a non farne un cattivo uso. Gli replica Giulio Tremonti, l'ex ministro delle Finanze di Berlusconi: per me l'approvazione del Mes doveva essere condizionato a quello degli Eurobond, ma Monti non lo fece.

Salvini a Mattarella: «Roba da regime sudamericano». Questa mattina il segretario della Lega ha chiamato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel corso della telefonata, informano fonti della Lega, Salvini ha ribadito al capo dello Stato l'impegno di tutte le donne e uomini della Lega» a fare »di tutto per per salvare le vite dei cittadini oggi, e i loro posti di lavoro e risparmi domani». Salvini ha anche espresso «rammarico e indignazione» per un Presidente del Consiglio «che ha usato la diretta tivù non per informare e rassicurare gli Italiani, ma per insultare le opposizioni» arrivando «perfino a mentire, se non a minacciare». L'ex ministro dell'Interno si chiede quindi «come si fa ad avere un dialogo con chi si comporta così? Roba da regime sudamericano. Dal governo ci aspettiamo risposte, ascolto e soluzioni, non polemiche o insulti». Al capo dello Stato infine Salvini ha anche espresso »grande preoccupazione per la situazione economica di famiglie e imprese italiane, che a un mese dalla chiusura non hanno ancora ricevuto un euro di aiuto dal governo e dall'Europa», ribadendo il no della Lega all'uso del Mes «sotto ogni forma».

Meloni: Conte mente, quando Mes fu approvato io non ero ministro. «Quanto accaduto ieri, con un premier che usa la tv di Stato non per raccontare cosa fa il governo ma per attaccare l'opposizione senza contradditorio e possibilità di replica, è una cosa mai avvenuta nella nostra democrazia. E oltretutto - attacca Giorgia Meloni, leader di Fdi - lo ha fatto per dire menzogne sul nostro conto. Ha detto che nel 2012, quando è stato firmato il Mes, io ero ministro, ma nel 2012 anche i muri sanno che al governo c'era Monti. Quindi, Conte è stato davvero molto scorretto e scomposto».

Mario Monti: ok accordo Eurogruppo, ma l'Italia faccia attenzione. «L'accordo raggiunto all'Eurogruppo, pur con diverse ambiguità, è un altro passo in avanti verso una risposta europea alla crisi, dopo le misure prese dalla Commissione e dalla Banca centrale europea. Per l'Italia, che secondo me non è uscita male dal negoziato, vi è ora il rischio di un cattivo uso del risultato ottenuto». Lo scrive l'ex presidente del Consiglio Mario Monti sul Corriere della Sera. «Si guardi bene il governo dal fare uso di ciò che è stato ottenuto nel negoziato, il Mes a condizioni leggere. E non creda, la gretta Europa, di aver fatto qualcosa a favore dell'Italia e degli altri Paesi più colpiti; ha respinto i coronabond, quindi stia zitta, l'Italia dovrà fare da sé». Per Monti «queste posizioni sono insidiosamente diffuse sia in partiti all'opposizione, Lega e Fratelli d'Italia, sia forse nel M5s . Potrebbero mettere in difficoltà il premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo del 23 aprile e della Fase 2». Il Mes - osserva poi Monti - «sono stati preparati e decisi a livello europeo nel 2010-2011 con l'Italia rappresentata da Silvio Berlusconi nel Consiglio europeo e da Giulio Tremonti nell'Ecofin ed Eurogruppo. Quel governo si reggeva sull'alleanza Pdl-Lega. Giorgia Meloni ne faceva parte come ministro (della Gioventù, ndr) per il Pdl, Matteo Salvini era europarlamentare della Lega».

Tremonti: sì al Mes se si introducevano gli Eurobond. L'ex ministro delle Finanze del governo Berlusconi contesta la ricostruzione di Mario Monti: «L'approvazione definitiva del Mes era condizionata all'introduzione degli Eurobond: no eurobond, no Mes. Non è stato così: caduto il governo Berlusconi, il Mes è stato definitivamente approvato nel 2012 dal Governo Mont senza eurobond», ricorda Giulio Tremonti. «La stessa auto può essere usata per andare in ufficio o per fare una rapina. A partire dal 2012 il Mes è stato utilizzato bene in Irlanda, Portogallo, etc. Ed invece malissimo in Grecia, teatro delle terribili gesta della sua Troika. Da allora, per un quinquennio, il Mes si è ritirato nell'ombra come uno zombie. Nell'autunno dell'anno scorso è riapparso animato dalla idea europea di assegnargli nuove missioni», ma questo non cancella i dubbi di Tremonti: «Per questo mi pare che molto bene abbia fatto e faccia in Parlamento l'opposizione a votare comunque contro il Mes».

Chi volle il Mes: nel 2011 ok da Berlusconi IV, nel 2012 ratifica sotto Monti. «Salvini e Meloni continuano a mentire agli italiani, dimostrando ancora di essere degli irresponsabili - attacca Carlo Sibilia (M5s), sottosegretario all'Interno - ma la verità sta nei fatti: la decisione di istituire il Mes fu presa dal Consiglio Europeo nell'ottobre del 2010 e l'accordo fu raggiunto nel marzo del 2011, quando al governo c'era Silvio Berlusconi; un governo, del quale facevano parte sia la Lega che la Meloni, all'epoca ministro per la Gioventù». Come ricorda infatti Giorgia Meloni, la ratifica dell’aula arrivò effettivamente nel 2012, all'epoca del governo Monti, con il voto contrario della Lega, assente la stessa leader di Fdi, all'epoca parlamentare del Pdl . Il Fondo Salva-Stati però aveva già avuto un prima via libera dal governo Berlusconi il 3 agosto 2011, quando quel consiglio dei ministri effettivamente aveva votato a favore del’approvazione del ddl di ratifica della decisione del Consiglio europeo del 25 marzo che cambiava il Trattato sul funzionamento unico dell’Ue e apriva alla creazione del Fondo Salva-Stati. Il Berlusconi IV era sostenuto anche dalla Lega, in cui Matteo Salvini militava come europarlamentare, ma nell'esecutivo c'era anche la Meloni come ministro.

Diretta tv di Conte, martedì riunione della commissione di Vigilanza Rai. Il presidente della commissione di Vigilanza Rai Barachini (Fi) ha convocato una riunione informale dei commissari per martedì, dopo aver ricevuto la lettera con cui Lega, Fdi e Fi avevano chiesto «di discutere le gravi dichiarazioni del presidente del Consiglio Conte». Barachini ha «garantito quanto prima un proporzionato diritto di replica ai leader dell'opposizione citati nelle dichiarazioni del premier». Ma il vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, Primo Di Nicola (M5s), ricorda che «come presidente della Vigilanza, Barachini non dovrebbe inviare lettere alla Rai accogliendo le richieste di una parte della commissione, nel caso specifico dell'opposizione, senza sentire le opinioni di tutte le altre forze politiche rappresentate, tanto più se nella stessa lettera arriva ad indicare all'azienda le condizioni perentorie per un diritto di replica». A caldeggiare la richiesta dell'opposizione arriva anche Italia Viva: «Perché aspettare fino a martedì per convocare la Vigilanza? La commissione potrebbe riunirsi subito, già oggi pomeriggio. Non vedo perché aspettare», chiede il renziano Michele Anzaldi che parla di «grave episodio del premier Conte che ha trasformato la diretta di comunicazione istituzionale sull'emergenza Covid in un comizio politico».

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